Trasparenza e opacità

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Trasparenza e opacità

Negli ultimi anni, ho dovuto rallentarmi nell’espressione della mia natura spontanea, come il biscotto calato nel cioccolato.

Comunque, io sono il biscotto, non il cioccolato.

Si apre il canale a piena portata, che abitualmente scorre attraverso la mia struttura “terranea”consentita, cioè a livello della strada.

La sotterraneità, che si riferisce a ciò che non si vede è la specularità dell’essere proiettato verso l’alto, a partire dallo specchio, opaco da una parte e trasparente dall’altra.

Appare, per me, una forma di difesa, in questo tempo di attacchi, risalire all’origine purissima del mio sentire.

Due amici, marito e moglie, mi scrivono:”Ti seguiamo per tutto ciò che coraggiosamente dici. Riguardati, che in tanti ti vogliono male”.

Riguardati è una parola che ha tanti significati….cautélati, proteggiti….ma, per me, suona:”Guardati di nuovo”.

Ecco perché mi pongo il problema di che cosa riesco a vedere.

E’ un problema di luce?

Se vedo una scritta nera, sopra una lastra bianca, sto fermandomi al colore della scritta, oppure evito di disperdermi nello sfondo bianco?  

Riguardo alla luce, mi pongo il problema di come si generi la trasparenza e come si generi la luce.

Al di là delle parole e del loro significato, queste due entità possono avere una genesi comune?

La trasparenza è ciò che appare attraverso.

L’implicazione sostanziale è l’assenza di ostacolo alla diffusione di un oggetto di osservazione.

Come faccio a decidere quale sia l’oggetto?

Come faccio a sapere quale sia il giusto livello di penetrazione dei miei sensi, ammesso che essi siano un mezzo per usare la luce, oppure che siano la luce stessa?

E’ l’esperienza sensoriale che mi insegna la luce, oppure è la luce che risveglia e seleziona i sensi?

Gli interrogativi significano che il tipo di esperienza che decido di vivere risente di un ordine che io cerco di stabilire, ma è probabile che questo ordine sia esso stesso origine di confusione, e di domande.

Nemmeno serve rispondere alle domande.

Meglio lasciare che le domande facciano da sfondo all’essere silenziosi.

Un silenzio che non è solo verbale,  e nemmeno soltanto ottico, ma solamente sia il vuoto dell’espressione possibile, del sentire possibile, che somigli all’ultimo respiro in punto di morte.

Tale posizione animica, lungi dall’essere terminale, è l’inizio, l’inizio per volgersi dall’altra parte dello specchio, nella subterraneità.

La trans-substanziazione è tra ciò che è in alto e ciò che è in basso, ma la replica reciproca dei due livelli, l’uno verso l’altro, è la specularità, il contrario, la chiusura di un mondo per aprire le porte dell’altro.

Ho avuto l’incarico, da Rudolf Steiner, di portare avanti alcuni dettagli che non gli è stato consentito di ultimare.

Si tratta della relazione tra il punto di vista e l’oggetto della vista stessa.

Intercorre, fra l’oggetto visto e la vista dell’oggetto, una relazione che racchiude il mistero dei pareri.

La natura del senso invade quella del percepito, la configura in un modo che potrebbe sembrare obiettivo.

Nemmeno è il punto stabilito da Eisenberg, del confine fra percipiente e percepito.

Si tratta di condurre il logos oltre la meta più ardita che mai sia stata toccata.

E’ un compito, impartito da Rudolf, in questa epoca di trasmutazione  impetuosa, che mi ricorda le esplorazioni che ho condotto in grotte sotterranee inondate da fiumi velocissimi. In respirazione con le bombole, come alle fonti del Gorgazzo, in Friuli, nel 1988.

Per narrare l’apparente contenuto, che emerge, capovolto, alla mia coscienza, ho necessità di lanciarmi, come feci quando, dopo aver fatto il segno della croce, mi inabissai nell’acqua profonda del Gorgazzo.

Era una giornata di novembre, nel 1988, il respiratore gorgogliava, con bolle grosse e vivaci, miste al crepitio dell’acqua ghiacciata, nel riverbero totale, insieme a quello del mio sangue, che, penso, sia divenuto blu.

Perdi il baricentro ed acquisisci un nuovo senso della posizione, trasalito e volto apicalmente verso l’abisso.

Normalmente l’individuo tiene le braccia vicine al corpo, per sentirsi sicuro, ma ciò è valido solo sulla terra, quando poggi i piedi al suolo.

Altrimenti, se ti lanci nell’elemento aereo, oppure in quello liquido, la sicurezza proviene dall’apertura delle braccia come ali.

Anche nell’acqua, che è meno fluida dell’aria, conservi l’assetto tipico del volo, perché è il salto dimensionale che ti porta ad aprire le braccia, indipendentemente dal fatto che tu ti sia staccato dalla terra.

Il corpo eterico, che si espande più facilmente nell’acqua, porta il soggetto a diminuire la forza coesiva dei propri confini corporei, e ciò, contrariamente al solito, diviene motivo di coerenza maggiore nell’orientarsi in un mondo espanso come quello acquaceo.

Vi è una sostanziale disgregazione entropica, avviata dalla sintonizzazione su bande di frequenza più sottili e meno materiali.

L’incertezza diviene il canone affidabile, un po’ come accade ai motociclisti esperti, che entrano in curva a 250 chilometri orari e regolano la tenuta attraverso l’impalpabilità dell’aria sulle superfici oppositive del corpo e della moto.

E’ come il lancio nell’aria della persona, nelle uscite marziali, con rivolgimento totale del corpo nell’assunzione della posizione di lotta.

L’instabilità diviene l’unico criterio per gestire situazioni che sono tutt’altro che statiche.

Ho citato questi esempi, che ho vissuto diverse volte nella mia vita, e che mi sono serviti a traslare il senso di sicurezza nel senso dell’incertezza, che fungesse, però da scandaglio per fondali percettivi ovviamente ignoti.

Questo è l’esercizio.

Questo è il salto antroposofico, richiesto da Steiner.

Occorrono molti anni, attraverso i quali il corpo dimentica gli schemi più saldi, ma recupera l’astralità dell’origine funzionale che l’ha generato.

Un arto acquisisce la sua forma attraverso gli stimoli che lo irradiano, mentre questi si scontrano punto per punto con ogni limite di tempo e di spazio.

L’abitudine alla forma crea la morte del rinnovamento, che è la matrice dei motivi per cui ha ancora senso vivere.

Lo stesso vale per la coscienza, che plasma il ritmo con cui il corpo si cimenta, anche attraverso il movimento della lingua, la corrente dell’aria in gola, la sospensione variabile del diaframma, che filtrano l’interfaccia animica con il divenire dinamico dell’evoluzione statica e transitoria della persona nella sua totalità.

Anni fa, una persona che voleva aiutarmi ha esposto una parte della realtà che io rappresentavo in modo fraudolento per trarne vantaggio personale.

Questo abuso ha comportato il blocco di interazioni che l’intera umanità attendeva da tempo.

Non vi era bisogno di alterare la realtà, ma ciò è stato fatto ed ha creato un cortocircuito fra il mio lavoro e le forze che potevano sostenerlo.

Ora, con queste righe, riprendo a pieno il senso dell’autocrazia dell’evoluzione dei Tempi attraverso il mio lavoro.

Offro a SAN MICHELE ARCANGELO il mio ultimo perfezionamento attraverso la tragedia cui assistiamo, ma non senza mezzi per guidare il destino nell’unica giusta direzione.

E sia!

3 COMMENTI

  1. Dottor Salvatore, mi perdoni se mi rivolgo a Lei così in modo confidenziale….
    Mi chiamo Emanuela Ferrari (non ho parenti importanti, visto il cognome)..
    Vivo in un piccolo comune in provincia di Padova.
    Come dicevo, l’ho conosciuta da poco… ascoltando un Suo video… e poi
    Leggendo un Suo scritto… e poi guardando un altro Suo video.
    Non sono una persona che ha studiato (anzi mi scuso se non scrivo proprio bene)
    Ma… Lei mi è entrato nel cuore❣️ … e mi chiedevo … PERCHÉ un Medico così
    Non è a capo della nostra sanità… perché abbiamo avuto la Lorenzin… e non
    Abbiamo Lei ? Ci meritiamo così poco.. niente? Perché.?… sono un po’ di giorni che
    Riesco solo a pensare a Lei e a chiedermi…PERCHÉ…PERCHÉ…PERCHÉ ???
    Come una donna semplice, mamma, nonna , può esserLe d’aiuto, a Lei e a Noi?
    ..io sono disperata… stiamo impazzendo… super vaccinati.. immersi nel 5G.. vivendo
    In un Paese .. quasi tutto venduto.. questa nostra povera ITALIA 🇮🇹… dove andrà?
    E NOI ❤️ ITALIANI ?? 🥺dove andremo a finire?
    Ci sono tantissime persone… Speciali, come Le chiamo io,Lei, Montanari, Montinari,
    Maddalena… va be l’elenco diventerebbe lunghissimo… ma credo ci siamo capiti cosa
    E chi intendo… !
    Dottor Salvatore, La sento “vicina” , come fosse mio fratello .. sono in pensiero per Lei
    …mi dica… mi dica che non ci lascia.. che starà sempre al nostro fianco.. ci dia una mano,
    Credo che INSIEME , insieme a Lei e a tutte queste persone.. possiamo farcela!
    Forse l’ho solo annoiata e disturbata, se così fosse, mi scuso! Io vedo nel Suo volto
    Tanto Amore ed etica..oltre che tanto coraggio e voglia di fare!
    Non ci abbandoni!
    Con immensa stima (e mi permetta) e affetto
    Emanuela Ferrari.

  2. Grazie, grazie per la sua determinazione, l etica e il nobile impegno di proseguire il volere di Rudolf Steiner…. che San Michele Arcangelo possa stare sempre al suo fianco in questa missione d amore per la realizzazione di un netto cambio di rotta verso la giustizia e l amore

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