Finisce un mondo, ne inizia un’altro

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Finisce un mondo, ne inizia un altro

 

Questa è una società fallita.

E’ fallita in tutte le sue attività più nobili e qualificanti.

Agli uomini di scienza che operano in verità non resta che esprimersi in versi, con poesia e senso romantico della vita.

Non è un momento questo, ma è l’apice rimasto dissepolto dalle macerie di un lungo scivolare in frana, sul dirupo abissale dell’egoismo generale.

Tutti hanno voluto far dipendere i bisogni degli altri da quelli propri, ma l’errore è stato fatale, perché tutti si sono abituati alla disattenzione, della quale ora si lamentano.

Un grande macigno schiaccia la coscienza e l’anelito di libertà.

Tutti contenti nelle loro piccole cose e perdenti nelle grandi.

La miseria collettiva non sopporta l’onda di ritorno impressa con violenza e sciatteria al buon senso e all’amore.

Dicevamo di dover benedire tutti coloro che arrecano del male, ma io dico che, in mancanza di altro, dovremo prima fare diversamente.

Che possa giungere la mia maledizione più imperiosa a tutti quelli che hanno tolto la pace e rovinato i bambini, che hanno brandito quegli stracci residui di contratto sociale sui quali siamo riusciti in qualche modo a crescere sino a questa generazione!

Lo so che verranno tempi atroci, ma so anche che, proprio per questo motivo, nonostante tutto, la vita si riprenderà i suoi spazi, ed il male sarà spazzato dal Mondo, rintanandosi nei visceri dell’inferno donde arriva.

La stupidità genera cattiveria, la cattiveria genera paura, la paura genera altra cattiveria.

Il male si scaglierà nella giusta misura su coloro che lo hanno facilitato, dopo aver fatto loro vivere la sensazione fugace di aver vinto e conquistato un bene, che presto si spaccherà e li avvelenerà, con velocità proporzionale alla loro idiozia e alla loro tracotanza e infinita aberrazione.

Altamura, 06 agosto 2021

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