Il cielo

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Il cielo

 

Siamo in agosto 2023.

Da tempo, non ritenevo utile scrivere articoli che riprendessero la mia vecchia, ben nota, abitudine di descrivere dei fenomeni, con spirito scientifico, come si dovrebbe fare per non tradire il senso della ragione.

Però, in questi giorni, è accaduta qualcosa, che ha stimolato la mia attitudine ad osservare e descrivere.

Come un velo, una cappa, una inerzia, strana e inesorabile, è sparita, e l’anima torna ad infondere una voglia di respirare e di utilizzare meglio quell’ossigeno che la vita ci dona ogni giorno.

All’improvviso, guardando il cielo, ho capito che mancavano degli elementi cui eravamo così abituati, tanto da non destare più l’attenzione della gente.

Fino a poco tempo fa, il cielo, ormai abitualmente, era percorso da elementi longitudinali, cioè a decorso prevalente in un asse di lunghezza, dunque anche scacchiere e reticolati, le scie, visibili in ogni ora del giorno e della notte.

Queste scie si allineavano le une alle altre, talvolta si disponevano in curiosi percorsi circolari, a spirale, concentrici, precedute dalla sagoma di aerei, sia di linea che militari.

L’abitudine, sorella della stupidità, impediva di dare troppa importanza a tali elementi, quotidiani e non chiassosi.

La maggior parte delle persone non ci faceva caso, oppure “sfotteva” chi ne parlasse.

Quello che sta accadendo è come un miracolo, per chi, invece, osserva e non frappone alcun arrotondamento fra le sue percezioni e le osservazioni che scaturiscono.

Non si vedono più le scie!

Eppure, gli aerei continuano a volare, anzi più numerosi in questo periodo di maggiore spostamento turistico.

Come è possibile che, improvvisamente, gli aerei non rilascino più queste immagini, chiamate scie?

Ovviamente, in questa occasione, tralascio ogni commento che possa provenire da conoscenze e discorsi già fatti anche troppo abbondantemente.

Mi auguro che chi legga queste righe abbia avuto occasione di pensare, nel modo non appiattito di chi si contrappone a coloro che sono chiamati complottisti.

Sono contento di poter descrivere solo i cambiamenti che sono evidenti, e basta.

Il cielo è ridiventato limpido, mentre era sempre offuscato, tanto da giustificare anche la terminologia meteorologica che alludeva a “velature”, elemento descrittivo non esistente negli anni passati della meteorologia classica.

Le nuvole sono ritornate ad essere quelle “di una volta”, non più strisce parallele di nebbia, immerse in una confusione polverulenta, che dominava l’orizzonte.

La rifrazione della luce è ritornata come quella di una volta, mentre, sino a pochi giorni fa una situazione di malessere era legata alla vista dell’aria pennellata di strane coloriture e spettroscopie, che inducevano malessere e senso di vuoto.

Dall’alto, non cadono più strani filamenti, tipo ragnatele giganti, che ti ritrovavi sul capo, nel naso, sulla cappotta dell’automobile.

Aprendo il finestrino,  mentre si viaggia, si respira una piacevole aria che ti fa sentire bene.

Ma veniamo alla forma delle nuvole.

Queste formazioni sono tornate ad essere  poliformi, di ogni dimensione e forma, secondo gli schemi classici del pianeta.

Se le guardi, ti perdi nella loro bizzarria, poliedrica, curiosa, che eccita la fantasia dell’osservatore, spingendo ad immaginare oggetti, animali, forme di impareggiabile diversità e bellezza.

Cavalli, sfere, montagne, e tutto ciò di più gradevole alla vista, intravisto nell’improvvisazione creata dalle forme, soffiate dal vento, sospinte, scavate, fatte girare vorticosamente.

E’ tornato il movimento nell’aria.

E’ tornato il vento, come una volta, mentre ormai mancava cronicamente, lasciando spazio ad una stasi che cancellava gli spostamenti dell’aria, tipici dei diversi orari del giorno e della notte.

Un senso di apertura e di infinito è tornato davanti agli occhi, nelle percezioni, e, direi, nell’anima, almeno del sottoscritto.

Comunque, vedo un cambiamento apprezzabile nel comportamento delle persone, come se fossero diventate più intelligenti e sanamente reattive.

Qualcosa è cambiata!

Ma, specialmente mi interessa dimostrare che elementi abituali si sono dileguati nel nulla tutto ad un tratto.

Eppure, dicevano che era tutto “normale”.

Che cosa sta accadendo?

Potremmo introdurre elementi di scienza e politica, di storia e di giornalismo, ma non è il momento, in queste mie riflessioni…

Alziamo la testa, guardiamo il cielo e apprezziamo che cosa sta succedendo.

Stop.

Come “scia” di approfondimento, consiglio la lettura di due soli link, ma ve ne sono moltissimi altri.

https://salvatoreraino.com/la-vita-lascia-pianeta/

https://www.change.org/p/fermiamo-i-cambiamenti-climatici

 

 

 

 

 

 

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