Invece che parlare sempre di vaccini

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INVECE CHE PARLARE SEMPRE DI VACCINI

“Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza”  (Dante) 

Vorrei aggiungere, alle numerose considerazioni che già ho pubblicato in precedenti articoli, altre osservazioni che mirano ad ampliare la banca dati per poter parlare correttamente di malattie infettive.

Diversi germi responsabili di malattie anche gravi dipendono da presenze che sono normali nell’intestino.

Se volessimo eradicare questi germi definitivamente, dovremmo immaginare di vaccinare i soggetti.

Se ipotizzassimo quindi una vaccinazione con questi germi, dovremmo pensare che l’organismo debba attaccarli anche all’interno delle loro sedi naturali.

Ma questo sarebbe contro la logica, poiché, allora, non vi sarebbe senso nella loro permanenza in soggetti che non hanno segni di malattia.

Quindi, questi germi riescono a creare malattia in soggetti nei quali una anomalia di vario genere consente loro di colonizzare sedi in cui non vi dovrebbero essere, per esempio, i polmoni, l’encefalo, il sangue.

Le anomalie possibili sono fondamentalmente riconducibili a:

a)       Errori comportamentali che indeboliscono l’immunità e la colgono alla sprovvista

b)      Contaminazione anomala di oggetti

c)       Potenziamento dei germi ambientali per uso incongruo di antibiotici

d)      Mistificazione del senso dell’infezione, compresi i vaccini

Spesso le malattie da questi germi sostenute sono tipiche degli ambienti ospedalieri, nei quali si creano condizioni ambientali e individuali speciali, che non potrebbero trarre vantaggio alcuno da eventuali vaccinazioni precedenti, in quanto non dipendono dall’immunità strettamente intesa.

La difesa dalle malattie infettive non dipende che solo in parte dalla presenza di anticorpi.

Altrimenti perché i germi saprofiti che non danno malattia, convivendo con gli organismi ospiti, nelle sedi adeguate, non evocano la sintesi di anticorpi circolanti?

Un soggetto che ha germi nell’intestino, non ha anticorpi circolanti per essi nel sangue, ma solo una sorveglianza immunologica locale, per esempio sulle mucose interessate.

Ecco perché la somministrazione intracorporea dei vaccini è una grave forzatura delle dinamiche naturali di esposizione, perché costringe l’organismo a confrontarsi con eventi che non si verificherebbero mai in quel modo, se non si vaccinasse.

L’iniezione di vaccino è effettuata con velocità e imprecisione, creandosi una situazione pericolosa per la salute, il contrario dell’auspicio.

Le schede tecniche tracciano i potenziali rischi, ma vi è approssimazione tale da non dare la giusta importanza agli effetti collaterali di una metodica che è collaterale di per sé.

Al letto dell’ammalato, un tipo di germe intestinale, che penetra nel circolo sanguigno tramite un catetere, genera malattia, ma dipende anche dalla carica batterica.

Quando si dice che un paziente in ospedale ha un sistema immunitario indebolito, si commette un errore, perché la debolezza è rappresentata dalle varie anomalie, strumentali e farmacologiche, che favoriscono la dislocazione dei germi in sedi innaturali.

Nei Reparti, vi è la cattiva abitudine degli operatori di proteggere sé stessi con guanti che non vengono cambiati passando da una mansione all’altra.

La striminziteria del concetto del risparmio incoraggia il personale paramedico a non consumare troppi guanti!  E così si deprime la qualità del servizio e il rispetto delle regole dettate dalle conoscenze scientifiche.

In molti casi, la trasmissione dell’infezione avviene prevalentemente mediante contaminazione fecale dei cibi e dell’acqua ed è favorita, tra l’altro, dalla mancata pulizia delle mani, dopo essere andati in bagno, specie se seguita dalla manipolazione di cibo.

Significa che il germe, una volta passato, per esempio nell’acqua, ove manca l’azione di sorveglianza attiva dell’immunità mucosale di superficie, riesce a svilupparsi numericamente, implicando un vero e proprio attacco massivo dell’intestino, quando l’acqua viene ingerita, fatto che non potrebbe mai accadere se il germe rimanesse nel lume intestinale, ove, momento per momento, viene resa impossibile la sua replica.

Si comprende chiaramente anche che la condizione di immunodepressione tanto invocata come pericolosa per il gruppo di malattie coperte da vaccino, in effetti, predispone l’individuo ad ammalarsi di molte altre malattie, anche se egli è coperto da vaccino. Anzi, io aggiungerei che un vaccino può impegnare incautamente il sistema immune carente e “distrarlo”, appesantirlo, rendendolo più attaccabile dalle comuni infezioni opportuniste.

Insomma, mi sembra che la gente venga posta sotto ipnosi collettiva, tramite affermazioni ripetute imprecise, sbagliate, che aleggiano sulla comunità come un dogma maledetto.

Allarmismo e paura sono i poli attraverso i quali si esercita l’azione complessa di sviamento della percezione lucida della realtà.

L’aspetto più inquietante è che anche numerose figure professionali, che dovrebbero restare lucide, divengono praticanti in prima linea di veri e propri culti e rituali, che non hanno nulla a che fare né con la scienza né con la protezione della comunità.

Bastano già queste poche considerazioni, per immaginare che la totalizzazione assolutistica dell’imperativo vaccinico è distante anni luce dalle manovre indispensabili per difendersi dalle infezioni.

L’obbligo vaccinale distrae le forze sociali e la consapevolezza dal perseguire le vere tematiche per scongiurare il rischio infettivo.

La prognosi delle malattie infettive, una volta conclamate, dipende, moltissimo, dal rispetto della febbre, indispensabile per garantire guarigioni salde e definitive, e per abbassare al massimo la circolazione dei germi tramite persone curate in modo erroneo.

Si rifletta anche sulla indispensabilità dei germi intestinali, che producono vitamine necessarie per la salute. Tanto che è raccomandato di non sterilizzare esattamente tutto ciò che mangiamo, altrimenti non colonizzeremmo il lume intestinale con la flora utile.

Le considerazioni che ho fatto permettono di comprendere, da un’altra angolazione, che restringere il campo della prevenzione alla semplice tematica dei vaccini non è prudente e non è sufficiente, anzi devia una buona parte del flusso di idee ed azioni verso ambiti che rovinano la cultura della gente.

Ma, forse, è proprio quello che si vuole.

 

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Elenco pratico per abbassare il rischio infettivo (Igiene delle malattie infettive)

1)      Non accartocciarsi in mille problemi che deprimono la vitalità

2)      Non bere alla bottiglia

3)      Non usare posate, usate per alimenti crudi, in altri alimenti

4)      Non usare posate, portate in bocca, per prelevare alimenti da boccacci o piatti da conservare per altre consumazioni

5)      Non mettere le mani in bocca

6)      Non toccarsi i genitali e l’ano, se non è possibile lavarsi le mani subito dopo e, comunque, evitare di toccare direttamente la cute perianale

7)      Non posare carne, pesce, uova, e qualunque alimento non pulito e/o cotto sui piani ove saranno poggiati altri alimenti di pronto consumo

8)      Non respirare direttamente e non tossire sugli alimenti in preparazione

9)      Non parlare mentre si allestiscono gli alimenti

10)   Non toccare la pelle mentre si approntano alimenti

11)   Non disporre uova direttamente in frigo, ma alloggiarle in un recipiente chiuso

12)   Non contrastare l’infiammazione durante malattie infettive, salvo casi particolari

13)   Non combattere la febbre, ma assistere il soggetto per scongiurare i suoi pericoli

14)   Non somministrare antibiotici, salvo casi particolari

15)   Non sedersi ove possono arrivare dall’alto polveri particolari, come portapacchi e alloggi per oggetti che hanno toccato la strada  e il pavimento

16)   Non toccarsi il corpo mentre si è a tavola

17)   Non vaccinarsi, salvo casi speciali

18)   Non consumare carne, pesce alimenti sospetti se crudi

19)   Non entrare con il pene direttamente nell’ano, senza protezioni

20)   Sostituire le protezioni, passando dall’ano in vagina oppure in bocca

21)   Rinunciare a rapporti orali in presenza di situazioni di malattia della bocca, come piorrea e carie grave

22)   Tenere la bocca sempre in perfette condizioni

23)   Non ritardare nemmeno una volta la pulizia della bocca dopo aver mangiato

24)   Segnalare alle autorità ogni irregolarità osservata nella dispensazione degli alimenti

25)   Ricordare sempre che la macellazione degli animali espone le carni a contaminazione con germi fecali, che non sono più innocui se guadagnano altri terreni (per esempio, non si taglia un formaggio con il coltello della carne cruda)

26)   Evitare l’interruzione della catena del freddo, che genera replica anomala di germi

27)   Tenere a mente che viviamo normalmente in mezzo a miliardi di germi, e solo la nostra consapevolezza opera una reale prevenzione

28)   Le mistificazioni, come quella dei vaccini, sono foriere piuttosto di danni che di una reale protezione

29)   Non esitare a condurre in Tribunale chi ci molesti costringendoci a vaccinarci o a praticare altre operazioni di cui non siamo correttamente informati e non forniamo consenso chiaro, e magari scritto

30)   La vita è un bene prezioso, e c’è poco da essere timidi se ci troviamo in difficoltà.

 

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