Mala tempora currunt

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Mala tempora currunt: “Abyssum abyssum invocat”.

Sono sobissato da incessanti richieste di genitori, specialmente mamme, che vogliono sapere come comportarsi, quando arrivano gli inviti a presentarsi alle Autorità per l’obbligo vaccinale.

Per chi, come me, non è inserito nel SSN, questa è un tentativo  di burocratizzazione dell’arte medica, che, invece, ho sempre protetto dalle volgarizzazioni, rimanendo, volutamente, fuori delle sue estrinsecazioni pubbliche.

L’abbondanza degli argomenti che negano, da ogni punto di vista, la legalità della Legge sui vaccini è un muro di cemento armato spesso chilometri e alto sino al cielo. Eppure, molte persone pensano che vi siano dei reali obblighi a rispondere alle molestie dei vari Uffici, che si impegnano a spadroneggiare con il Diritto Naturale delle persone.

Ormai, persino l’Ordine dei Medici si è espresso chiaramente sull’impossibilità di imporre ai genitori  la vaccinazione per la prole, anche se si rimanda ad un altro piano l’argomento delle sanzioni.

I medici sonnecchiano quasi tutti, nascosti nel proprio tornaconto e travestiti da esecutori di una Legge che non riconoscono nel proprio cuore, io lo so.

Questi professionisti qualificati contribuiscono ad irretire i genitori, che si rivolgono con onestà nei loro Studi e si attenderebbero delle risposte serie e responsabili.

Il muro omertoso, come accade in altre categorie, non risparmia la classe medica, che rappresenterebbe il fiore all’occhiello della società eletta alla custodia della vita e della salute.

Invito a considerare che, quando, tra qualche tempo, saranno evidenti, agli occhi di tutti, i risultati tenebrosi di questa vaccinazione di massa, allora, chi avrà titolo di agire, non andrà molto per il sottile nel ristabilire definitivamente i propri diritti, che erano stati schiacciati senza il minimo pudore.

Il bello è che io non ho il minimo dubbio su ciò che dico, perché i dubbi hanno preceduto questo momento e determinano la chiarezza mentale che mi fa esprimere così.

Nessuno può vietare a qualcuno di esprimere la sua idea, specialmente se si contestualizzano i titoli per poterlo fare, e se davvero siamo in un contesto democratico, anche se attaccato sempre di più da una dittatura che, però, non avrà scampo.

Parliamo delle altre persone, che stanno collaborando con gli agonisti della Legge iniqua,  prestando la propria persona ad eseguire compiti illegali, anticostituzionali, illegittimi e che presto saranno perseguiti penalmente.

Stiano tutti attenti coloro che non disobbediscono civilmente e che, pur pensando di essere protetti dalla legalità, sono divenuti tutti complici di un sistema criminale in prossimità del crollo assoluto, dato che già vi è stato il più grave smascheramento.

Manca la chiarezza, soprattutto in chi si presta a eseguire ordini che non possono essere impartiti per nessun motivo.

Le persone che dissentono, hanno le idee molto chiare, sono uomini di Scienza, di Legge, sono genitori responsabili, sono professionisti che non hanno paura e che sono destinati soltanto ad aumentare sempre di più.

I diritti lesi dalla Legge sui vaccini sono così antichi e consolidati che la Storia non può tornare indietro.

L’Italia è abituata a questo andazzo, non soltanto nella Sanità, ma anche in innumerevoli ambiti dell’Amministrazione, del Lavoro, della Tributaria.

Ciò potrebbe far pensare che le persone  tollereranno la Legge sui vaccini, che i  mille condizionamenti lanciati, ex abrupto, nella coscienza collettiva annichiliranno il buon senso, ma non è così, e non lo dico io.

E’ la storia dell’Umanità che insegna perché, ad un certo punto,  quando un fenomeno volge alla massima espressione della sua pateticità, intervengono meccanismi di eguale forza, ma di verso contrario, che riportano l’ordine e la verità.

Un fenomeno non sottovalutabile è di tipo prettamente etologico, in questo caso, squisitamente antropologico, ed è rappresentato dal ruolo ancestrale della “mamma”, che difende i cuccioli, e che non è disposta a mediare più di tanto, a scendere a compromessi, scattando un comportamento difensivo che ha origini antichissime e che è pilotato dall’intelligenza più atavica e perfezionata dell’evoluzione  animale ed umana, che mai possiamo riuscire ad immaginare.

Anche in questo, si nota la scarsa stratificazione di studi della Sig.ra Lorenzin, ben lontana dall’aver avuto la possibilità di approfondire temi di tale spessore!

Per molti di noi, però, tutto ciò è pane quotidiano, siamo abituati a pensare ad alto livello, e siamo dotati degli strumenti per poter comunicare a tale livello con un numero crescente di individui maturi, colti e responsabili.

Io, al posto dei malfattori, me la darei a gambe, perché i tempi utili alla loro espressione sono finiti, e sorge un nuovo sole, che vede, specialmente le mamme, animate da una forza soprannaturale, inarrestabile, che non può essere distorta e che si nutre dei continui dinieghi opposti alle richieste ripetute con spirito democratico e con assoluta civiltà.

Appunto, sono le mamme che stanno risolvendo questa storia, come è già accaduto in altre circostanze della Storia, sono le donne, che danno la vita, e che la ridaranno a questa Italia, tradita, nel cuore del Mediterraneo, culla di civiltà e di democrazia, sin dall’antichità.

Gli ultimi fenomeni di disumanità non appartengono al filone che ha alimentato la storia della nostra civiltà, sino a farle raggiungere l’acme, in tutto il Mondo.

Siamo al riscatto, siamo all’applicazione più pura e coraggiosa della legalità.

Il dispositivo dell’articolo 380 del Codice di Procedura Penale inquadra la “flagranza di reato”, intesa come delitti contro la personalità dello Stato, delitti di devastazione,  delitti per finalità terroristiche e di eversione dell’ordine pubblico, reati di stampo mafioso.

La flagranza si configura nel porre in essere, in tempo reale, il comportamento criminoso, con la propria intrinseca pericolosità sociale.

Per questo motivo, il cittadino consapevole della gravità della situazione, ha diritto e dovere di intervenire, secondo l’articolo 383 del Codice di Procedura Penale, intimando al responsabile della condotta criminosa un vero e proprio arresto, che corrisponde al diritto di trasmissione ufficiale e immediata dell’accaduto alle Forze di Polizia Giudiziaria, il tutto nella legalità più assoluta, al fine di non favorire l’impunità del reo, che sarebbe contraddittoria con i doveri  del cittadino responsabile e animato dal più nobile senso civico.

Attualmente, in Italia, per le gravissime vicende che ruotano attorno alla violazione di numerosi parametri fondamentali della libertà delle persone e della legalità dello Stato, ognuno può assumersi il compito di intervenire, fatto che, specialmente se dovesse  attestarsi come fenomeno sociale consolidato, in un tempo relativamente ristretto,   porrebbe persino la Magistratura di fronte all’obbligo di non poter trascurare un pronto intervento, pena l’attestazione intrinseca della più franca collusione con le forze eversive dell’Ordine sociale e della Legalità.

Ma ciò non farebbe che rinfrancare i motivi che hanno creato il bisogno dell’applicazione dell’art. 383, spostando l’obiettivo sui responsabili anche di tale omissione.

Salus Populi, Suprema Lex.

Intelligentibus pauca.

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