L’omeopatia è una buffonata e non serve a niente?

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In questi giorni, in cui il Mondo ha dovuto salutare la celeberrima Dott.ssa Alma Rodriguez, è di impareggiabile gravità l’attacco forsennato alla Medicina Omeopatica, addirittura, anche da parte degli Ordini dei Medici.

Di seguito, la mia ferma e austera denuncia al fenomeno, che ritengo degno dell’involuzione più vergognosa del nostro sistema sociale, scientifico, politico e medico.

Siete invitati a visionare il seguente video:

TG2000 News Tv2000 pubblicato il 08 maggio 2018

VIDEO DI FEDERICO PLOTTI

(testo letterale trascritto dalla voce dello speaker nel video)

Non esistono prove scientifiche e nessuna plausibilità biologica che dimostri la fondatezza e la validità delle teorie omeopatiche.

La sentenza, netta e senza possibilità di repliche, arriva dall’Ordine dei Medici italiani, secondo cui, curarsi con rimedi omeopatici non porterebbe a nulla.

Numerosi studi condotti con una metodologia scrupolosa e rigorosa hanno evidenziato come nessuna patologia,  nessuna malattia ottiene né miglioramenti tanto meno guarigioni in virtù di terapie omeopatiche.

Con buona pace dei sostenitori, ancora tanti, di questa parte consistente della così detta medicina alternativa, ancora una volta, in maniera solenne, è la scienza che prova a fare chiarezza.

La pratica dell’omeopatia si è sviluppata a partire dalla prima metà del XIX secolo, basandosi sui princìpi del medico tedesco Samuel Hahnemann, secondo cui, le malattie potevano essere curate somministrando in piccolissime dosi le stesse sostanze che le avevano causate.

Da allora nessuno studio ha mai dimostrato la sua efficacia, anzi, spesso, i rimedi omeopatici si sono dimostrati anche pericolosi.

Nella migliore delle ipotesi, scrive l’Ordine dei Medici italiani, gli effetti dell’omeopatia sono simili a quelli che si ottengono con una sostanza inerte inattiva, come bere un bicchiere d’acqua.

Spesso, i suoi presunti successi terapeutici sono spiegabili solo con il così detto effetto placebo, legato alle aspettative del paziente, oppure al normale decorso della malattia stessa.

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PREMESSO CHE NON VARREBBE LA PENA CONTRASTARE L’ARROGANZA E LA MALAFEDE DI QUESTE INFIME PERSONE, LE QUALI, PERO’, INTENDONO, CHIARAMENTE, CANCELLARE L’OMEOPATIA DALLA STORIA DELL’UMANITA’

ECCO, IN NERO, LE AFFERMAZIONI DEL VIDEO

SUBITO DOPO OGNI AFFERMAZIONE, IN ROSSO, LA MIA REPLICA

 

1) Non esistono prove scientifiche e nessuna plausibilità biologica che dimostri la fondatezza e la validità delle teorie omeopatiche.

Affermare che non esistono prove scientifiche per l’omeopatia è un’ espressione che contrasta l’imponente mole di studi che avallano, sempre più, le dinamiche invocate per il funzionamento della memoria dell’acqua, mentre dimostra una profonda,  volontaria e premeditata ignoranza di tutti questi importanti studi.

2) La sentenza, netta e senza possibilità di repliche, arriva dall’Ordine dei Medici italiani, secondo cui, curarsi con rimedi omeopatici non porterebbe a nulla.

In effetti è una vera e propria sentenza, di stile prettamente inquisitorio, che annuncerebbe già l’impossibilità di repliche, in linea con la tendenza antidemocratica sempre più confermata, che schiaccia l’evidenza e il diritto a parlarne, in un numero crescente di settori della vita e delle conoscenze.

3) Numerosi studi condotti, con una metodologia scrupolosa e rigorosa, hanno evidenziato come nessuna patologia,  nessuna malattia ottiene né miglioramenti tanto meno guarigioni in virtù di terapie omeopatiche.

Qualunque studio, di quelli usati con malignità, effettuato per provare l’efficacia dell’omeopatia, non rispetta le metodologie alla base del metodo scientifico che, però rispetti, i paradigmi senza i quali non ha senso parlare di omeopatia, ma ciò richiede una finezza che non appartiene ai “caterpillar” della scienza antidemocratica.

Invece, l’efficacia dell’omeopatia è talmente provata, che vi è da chiedersi perché l’Università, ancora, non forma i futuri Medici a questa disciplina scientifica rigorosa, precisa e così vicina alla reale essenza dell’essere umano e della vita intera.

Ultimamente, si vuole sostituire alla Medicina Omeopatica, la così detta medicina narrativa, che è la brutta copia e la versione inconcludente dell’omeopatia.

4) Con buona pace dei sostenitori, ancora tanti, di questa parte consistente della così detta medicina alternativa, ancora una volta, in maniera solenne, è la scienza che prova a fare chiarezza.

Questa buona pace dovrebbe venire da che cosa? Forse si trascura che sono in gioco le dignità di un numero enorme di Medici e Scienziati, perciò, prima della buona pace, vi saranno contraccolpi di tale forza, che i detrattori farebbero bene ad iniziare a tremare. La scienza di cui si parla, come garante assoluto, è una forma violenta di oscurantismo, che disumanizza la Medicina e la piega solo alle logiche del farmaco e delle diagnosi di malattia, che alimentano l’uso del farmaco.

5) La pratica dell’omeopatia si è sviluppata a partire dalla prima metà del XIX secolo, basandosi sui princìpi del medico tedesco Samuel Hahnemann, secondo cui, le malattie potevano essere curate somministrando in piccolissime dosi le stesse sostanze che le avevano causate.

Qui, la svista è talmente palese, da denunciare in pieno la grettezza degli accusatori. Infatti, in omeopatia, la diagnosi di malattia è sostituita da quella che proviene dal riconoscimento dello squilibrio globale dell’individuo, considerato come originalità biotipologica, esigente criteri di classificazione non nosografici, bensì psico-neuro-endocrino-immunologici, cioè la totalità della persona, ma occorre una formazione per poter comprendere tutto ciò e potervi lavorare.

6) Da allora, nessuno studio ha mai dimostrato la sua efficacia, anzi, spesso, i rimedi omeopatici si sono dimostrati anche pericolosi.

Questa abitudine di misconoscere i risultati della terapia omeopatica dipende dalla profonda ignoranza dei parametri utilizzati nella diagnosi omeopatica, sulla base dei quadri di sperimentazione dei rimedi sui soggetti sani, depositati nella corposa banca-dati che raccoglie i profili diagnostico-terapeutici. Quanto alla pericolosità, è patetico non parlare dei danni da farmaci che sono quasi la regola quotidiana della nostra società.

7) Nella migliore delle ipotesi, scrive l’Ordine dei Medici italiani, gli effetti dell’omeopatia sono simili a quelli che si ottengono con una sostanza inerte inattiva, come bere un bicchiere d’acqua.

Non è possibile continuare a discorrere serenamente con persone che si ostinano a volersi disinteressare dei profili di valutazione che il metodo scientifico omeopatico impiega, in modo assolutamente rigoroso e preciso. Senza considerare la prorompenza degli studi di Fisica che sono alla base, e che andrebbero incoraggiati e non derisi e posti in difficoltà.

8) Spesso, i suoi presunti successi terapeutici sono spiegabili solo con il così detto effetto placebo, legato alle aspettative del paziente, oppure al normale decorso della malattia stessa.

Nelle sperimentazioni dei farmaci, quando un soggetto risponde al placebo, non lo si pone in risalto, mentre quando uno sperimentatore non esibisce la risposta terapeutica auspicata, si afferma che esso è un “non responder”. Questo è un gioco malsano, che manipola l’interpretazione del successo farmacologico o del suo opposto, spostando la responsabilità dell’insuccesso sulla persona, senza sottolineare l’inappropriatezza del farmaco. Quanto alla risolvibilità delle malattie, non dimentichiamo che gli Omeopati risolvono ciò che la Medicina tradizionale non è in grado di risolvere.

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A fronte di tutto quanto esposto, data la gravità delle affermazioni e lo sconvolgimento grottesco di punti fermi inoppugnabili, nonché l’offesa insostenibile a danno di tutti i Medici che intendono usare la Medicina Omeopatica con utilizzatori che hanno diritto alla libera scelta del sistema terapeutico, offro l’analisi da me svolta e le sue inoppugnabili considerazioni, perché le ASSOCIAZIONI interessate trovino spunto e maggiore ispirazione a procedere, nelle sedi e nei tempi idonei, a redarguire questa scellerata performance contro la civiltà e la scienza dell’omeopatia.

 

 

 

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