Detrattore cialtrone

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OMEOPATIA

GRAVI  ATTACCHI AI MEDICI

AD ESTREMI MALI ESTREMI RIMEDI

Tutto quello che segue, nelle righe che scrivo, è come un colpo di coda di un leone che sonnecchia sotto ad un baobab, nel meriggio, satollo, infastidito dalle mosche.

Voglio dire che trattasi di una situazione cronica, che dura da sempre, e che ogni tanto ha qualche riacutizzazione, dovuta al cambio di guardia di qualche oligofrenico, che incautamente osa attaccare l’omeopatia, ridicolizzarla, ma anche scimmiottarla, per dare a intendere che trattasi di ben poca roba, di fronte all’onnipotenza della Medicina di Stato.

Negli ultimi tempi, addirittura, gli Ordini dei Medici, che ancora devono decidere se essere  l’espressione della Medicina o di qualche altra entità che con l’essere Medici non c’entra nulla, hanno preso l’abitudine di cannibalizzare l’atto medico omeopatico, infierendo nell’affermare che l’omeopatia è una grande bufala.

Dispiace udire che proprio l’Ordine dei Medici accondiscende nell’esibirsi in così tale demente manifestazione di sciatteria.

La deontologia impone di prestare attenzione anche ai linguaggi usati nei confronti del Medico, ma, ultimamente, sta saltando più che mai qualunque buon senso in tale direzione, dato che gli Ordini hanno ripetuto di non avere considerazione per la dignità scientifica dell’Omeopatia.

Data questa incresciosa secca, su cui è spiaggiata la congruenza dell’agire medico, è oltremodo legittimo rispondere con toni altrettanto secchi, e povero a chi si trova. L’autorevolezza non manca, ed è il momento di usarla.

Potrebbe essere lungo rispondere a tutti gli improperi che  vengono rivolti ai Medici Omeopati, ma cercherò, per quanto possibile, di essere sufficientemente sintetico.

Ci si ostina ad affermare che l’Omeopatia non è scientificamente   provata e che manca di studi scientifici atti a supportarne la valenza applicativa.

Subito dopo si paragona l’azione dei rimedi omeopatici a quella di un effetto placebo, pensando, in questo modo di liquidare la questione.

Poi, scattano moltitudini di beffeggiamenti, degne del Cottolengo, pur ritenendo che in questo modo sia possibile condannare l’Omeopatia e i Medici che la utilizzano.

Io parlo, nel pieno possesso di titoli, ben lungi dall’essere limitati all’Omeopatia, dato che sono Laureato in Medicina e Chirurgia (6 anni), Specialista in Allergologia ed immunologia Clinica (4 anni), Specialista in Medicina Interna (5 anni), oltre che Diplomato in Medicina Omeopatica Unicista (4 anni).

Mi ritengo profondamente offeso da tutto quello che veniamo udendo in questi tempi di estrema confusione, che vorrebbe fare sparire l’Omeopatia.

In effetti, gli argomenti rivolti all’Omeopatia non sono argomenti, ma soltanto esibizioni psichiatriche ai limiti tra l’analfabetismo e  l’insufficienza mentale da centro di cura per deficienti.

Sono assolutamente calmo mentre mi esprimo in questo modo, ma non posso esimermi dal farlo, e mi limito anche, dato che l’evidenza della inappropriatezza   dei toni contro la pratica medica omeopatica è più evidente del sole all’alba.

Non ho voluto iniziare nel 1998 ad occuparmi di Omeopatia, per essere un hobbista, ma per eccellere, e così è stato.

L’inattaccabilità di ciò che verrò spiegando è dovuta prima di tutto alla coesistenza, all’interno del mio profilo individuale,  sia di titoli imponenti di allopatia che della solida preparazione di Omeopata.

Personalmente, se non fossi in grado di prescrivere un rimedio omeopatico, mi farei pena.

Ritengo che la maggior parte degli atti medici giornalieri comuni sia espressione di un livello bassissimo di cultura e che sia un vero e proprio crogiuolo di pericolosità sociale.

Bisognerebbe lasciare spiegare ad un Medico Omeopata, che cosa significa usare un farmaco e che cosa è l’uso di un Rimedio.

Mi si creda, viene quasi di fermarsi qui, dato che si immagina la nuova serie di commenti e di offese che il mio dire potrebbe scatenare.

Ma il leone, questa volta, vuole dare un colpo di coda, per ammazzare qualche mosca!

1) l’omeopatia viene accusata di essere acqua fresca, e quindi di non poter vantare alcun effetto.

Peccato per chi perde tempo in queste affermazioni, perché dimostra, ancora una volta, di conoscere così poco la vita, di aver studiato così poco e non voler proprio studiare la mole gigantesca di lavori scientifici, di tipo soprattutto fisico, che dimostrano essere l’azione omeopatica della memoria dell’acqua tutt’altro che una sciocchezza.

2) la malignità nel voler ipertrofizzare lo studio che avrebbe definito le terapie omeopatiche come un effetto placebo supera qualunque possibilità di rimanere in silenzio.

Invece, bisogna dire che quel benedetto studio, così osannato,  è quanto di più lacunoso e pregiudizievole, in quanto tale, io lo boccio e mi rammarico per chi osa ancora farne cenno. Ovvio, non sono il solo ad esprimermi in tale maniera.

3) una caratteristica dei detrattori dell’Omeopatia è una scarsa preparazione scientifica, che si vede dall’incapacità di elaborare discorsi che abbiano almeno una vaga parvenza di profondità.

Quando è stato un premio Nobel a dire che l’Omeopatia è cosa seria, si dice che egli non sta bene di testa; quando è stato un premio Nobel a dire che l’Omeopatia è una buffonata, lo si osanna come se fosse un santo.

4) un dato sconcertante è che si trascura l’azione terapeutica su una mole vastissima e attendibile di persone, si tralascia l’importanza della Medicina Omeopatica in veterinaria, si ignora quasi totalmente l’applicazione biodinamica in agricoltura dell’Omeopatia.

5) chi si impegna nella detrazione fa paura, per il livello grottesco di espressioni usate, la rozzezza dei concetti, la prepotenza nell’insistere e il ghigno permanente di beffeggiamento, mentre si esibisce un livello di evoluzione dell’essere umano che è degno degli invertebrati.

6) non varrebbe la pena spiegare almeno qualcosa, perché è tutto abbondantemente spiegato, basta studiare, ma lo faccio per guadagnare indulgenze  e purificarmi dalla sozzeria che questi personaggi gettano sull’intelligenza umana.

7) bene: adesso, ascoltate con attenzione, altrimenti vi metto in ginocchio sui ceci!

Spero che siate all’altezza di capire; altrimenti rileggete tante volte finché capirete. Per capire, una volta tanto, fate un po’ di silenzio.

Il farmaco funziona tramite azione recettoriale specifica e, in pratica, cancella i sintomi che l’organismo esprime, come se fosse importante soltanto questo, invece è demenziale. Vediamo perché.

Lo squilibrio globale della persona preesiste sempre all’espressione dei sintomi isolati. Però l’uso del farmaco prescinde da qualunque considerazione in tale direzione. Ciò è molto grave.

L’organismo è sensibile ad azioni globali bioelettromagnetiche, che sono indipendenti dal concetto limitato di farmaco.

La visione secondo cui si prescrive il farmaco che elimina l’espressione del sintomo è come l’azione di un cretino che pulisce merda dal pavimento, ma non capisce che la guarnizione del water deve essere sostituita.

L’efficacia del farmaco nel rimuovere un sintomo non è quasi mai espressione di congruenza, bensì di superficialità. Così si sposta il problema in avanti oppure a carico di altri organi e apparati.

Fanno eccezione diverse situazioni, in cui l’uso del farmaco è insostituibile, ma si tratta di casi limitati e selezionati.

La così detta Medicina di precisione non è la panacea, perché quasi sempre è priva di attenzione alla totalità psico-neuro-endocrino-immunologica della persona, che è la massima reale precisione possibile.

Però, la precisione, di cui prima, porta acqua alla farmindustria.

Ascoltate bene: il frammento intestinale in laboratorio, che si decontrae con un antispastico, nel soggetto vivente, è inserito nel centro di percezioni, emozioni, ideazioni, sensazioni e, perciò deve essere curato non come tale, ma come pezzo integrante della totalità. Chiaro?

La totalità è appannaggio dei rimedi omeopatici.

Se l’organismo è posto in condizioni di dover esprimere un sintomo, e lo si cancella con un farmaco, si pongono le premesse per ripetere infinitamente l’espressione del sintomo, e di dovere ripetere la somministrazione del farmaco.

La ripetizione del farmaco, riduce sempre di più la sua efficacia, sino al capovolgimento del suo effetto auspicato, costringendo l’organismo a correggere con fatica la contro-azione del farmaco ripetuto.

Il rimedio omeopatico, che piaccia o no ai detrattori, consente di ricavare la sua azione sperimentale, con l’uso in soggetti sani, in modo tale da registrare una serie di segni e sintomi, che caratterizzano la persona nella sua totalità psicofisica.

Questa banca dati di enorme importanza, e gigantesca nel suo assortimento, è la base per potere sostenere che la persona si scompensa anche in modo avanzato e complesso tramite diluizioni infinitesimali.

Il passaggio successivo è quello della raccolta degli stessi sintomi nel soggetto ammalato, che considerato nella sua totalità, posto in sollecitazione con lo stimolo corrispondente del rimedio, ripristina la condizione di equilibrio.

Però, per ragionare così, bisogna essere raffinati ed aver studiato tanto.

La mia pratica professionale è piena sino all’orlo di persone che hanno osato dissentire con l’omeopatia, per poi implorarmi di prestare loro attenzione  e farsi guarire da me. E se ne sono beneficiati tantissimo.

Auguro a tutti coloro che ancora sono animati da tanta stupidità di vivere la stessa esperienza.

Gli idioti, che ancora disturbano,  tralasciano il più grande potere dei Medici Omeopati: essi risolvono tantissimi problemi, sono efficaci, brillano di fronte agli insuccessi patetici della medicina normale.

Quanto alla lente di ingrandimento malsana, che si adopera quando muore una persona nelle mani di un Medico Omeopata, è evidente che si tralasciano le moltitudini di soggetti deceduti nelle mani di Medici Normali. Quanta malafede, quanta strumentalizzazione!

E’ davvero noioso stare a vedere con quanta pochezza si adoperano tutti coloro che approfittano anche della propria posizione, per deridere l’Omeopatia.

Una nuova moda, di ultima generazione, è quella di parlare tanto di questa cavolo di medicina narrativa,  che assolve ad una duplice funzione: la prima quella di scimmiottare l’attenzione del Medico Omeopata alla complessità della storia di un paziente, la seconda, implicitamente, di porre in rilievo assoluto la farmacoterapia, dimostrando di essere ugualmente attenti al fattore umano.

I Signori che vogliono blaterare di medicina narrativa farebbero bene ad avere l’umiltà di studiarsi prima la Medicina Omeopatica, di farlo per diversi anni, di praticarla al massimo dei livelli,  poi avranno titolo di parlare, ma non avranno più il coraggio di voler sostituire  la medicina narrativa alla MEDICINA OMEOPATICA.

Questo ultimo comportamento, in relazione alla medicina narrativa, davvero offende moltissimo qualunque Omeopata, perché vorrebbe fare intendere che il Medico Omeopata è una specie di deficiente che gioca a prestare attenzione alla persona, ma lo stesso è in grado di fare ogni Medico attento.

Questo è gravissimo, è davvero offensivo, è degno di un livello di ignoranza e di intelligenza da ebeti, perché trascura un pacchetto informativo di nozioni, che è difficilissimo da studiare, da apprendere e da porre in atto, di fronte ad un paziente, una vera e propria scienza molto articolata. Altro che chiacchiere!

E quando a parlare di medicina narrativa è addirittura la solita Lorenzin, che nemmeno è un medico, ma vuole fare addirittura l’Omeopata, allora davvero è guerra.

E’ insopportabile che si scenda a livelli così tribali e che gli Ordini dei Medici non sappiano dove trovare Medici capaci di fronteggiare un tale livello di sciatteria.

Quando poi, ancora una volta i Medici Omeopati vengono travolti dall’onta di avere un livello di preparazione più avanzato di quello scontato e protetto dal sistema dominante, allora raggiungiamo l’inaudito, e nessuno abbia l’ardire di meravigliarsi se i toni di rimbalzo da parte mia diventano come lame di fuoco.

Si può andare avanti quanto si vuole: la calunnia, la diffamazione, l’ingiuria non è a carico degli Omeopati, ma dei detrattori, infidi, malsani e striminziti. Ma non si vergognano?

Attenzione, perché, fra le righe, con difficoltà, dovrebbe essere arrivato che  la medicina dei farmaci, salvo le debite eccezioni, sulle quali non sollevo obiezioni e che mi vedono anche prescrittore, è una medicina soppressoria, quasi sempre banale e causa di malattia sempre più profonda, mentre la prescrizione opportuna di un rimedio omeopatico è un sistema che promuove la migliore risposta regolatoria e autonoma nella persona che viene trattata.

Le fonti? Mie cari, studiate, prima di aprire la bocca e importunare chi  ha studiato molto più di voi!

Chi si cura, negli anni, con la Medicina Omeopatica è forte, sta bene, reagisce velocemente, non si ammala come si ammalano coloro che vivono di farmaci. La conferma? Cercatevela Voi! Ma non attaccate prima di averla trovata. Sarebbe sciocco! Noi, Medici Omeopati, ci stiamo davvero arrabbiando! Prestate attenzione, perché siamo in tanti.

E basta a farci apparire come dei cialtroni, perché l’esame noi lo superiamo, mentre i medici normali ,che usano farmaci con eccessiva disinvoltura, sono ufficialmente additati come causa di malattia, insufficienza d’organo, gravi effetti iatrogeni e morte, che poteva essere evitata! Magistrati….sveglia!

Ultima nota, rivolta allo strapotere farmacologico, che vuole l’Omeopatia assente dal Globo terrestre.

Lo sapete quanti dei big della farmindustria sono miei pazienti?

Guardate che potreste ugualmente fare ottimi affari, occupandovi di più del mistero dell’essere umano nella sua interezza, invece che spezzettarlo e dividervelo come cani affamati e senza alcuna anima!

Sorpresi della chiarezza espositiva, anche se per me è davvero striminzita?

Ve la siete cercata Voi!

Prima o poi, Voi o un Vostro caro sarete aiutati efficacemente da un Medico Omeopata.

Saluti.

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