Leggere un’opera d’arte:”Se i tuoi occhi un giorno” di Bartolomeo Smaldone

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Leggere un’opera d’arte:”Se i tuoi occhi un giorno”

di Bartolomeo Smaldone

Le vicende di quell’eterno destino che ripropone il senso della sorpresa e del mistero dell’incontro mi hanno fatto incontrare Bartolomeo Smaldone. Era un momento incatenato al bisogno, quella strana situazione che talvolta ci costringe ad accorgerci dell’altro.

Lui aveva bisogno di me, solo in quel momento, tanto è stato importante e piacevole per me incontrarlo  e sentirne il fascino profondo tinteggiato di racconti e trame di quelle che rendono interessante il racconto della storia di un uomo.

Che dire? Mi ha fatto dono del Suo romanzo “Se i tuoi occhi un giorno”.

Tale è l’imprinting che quest’ uomo lascia in un terreno sensibile come il mio,  che da quel momento in cui ho avuto il libro tra le mani, ho avuto la febbre di leggerlo. Come un senso del sacro dovere tra i più profondi di quelli che facilmente mi pervadono, ho avvertito il dovere di portare a compimento la lettura del testo, misterioso ed avvincente, già per una strana energia che la sua copertina emana.

Fatto sta che, una volta iniziata la lettura, è stato impossibile sottrarsi al dominio sottile che solo un fascino inestricabile può esercitare  su di una persona che, come me, di storie se ne intende. Sono un medico omeopata e racconto le storie che le storie delle persone evocano in me.

Mi viene voglia di coinvolgere Bartolomeo Smaldone nella stesura di alcune storie che posso conoscere soltanto per la fortuna di poter ascoltare le persone.

Il romanzo è fotografico, sembra di essere in una specie di “drone” invisibile che osserva i protagonisti, ma gli entra anche dentro ed offre una visuale allargata dell’anima, vista dall’interno della vita più nascosta e segreta.

Nello stile del testo vi è una peculiarità che mi interessa particolarmente: il senso dell’unità della vita. Occorre convincersi che l’ascolto di ogni persona è come il prodotto del concepimento al solo aprirsi all’amore.

Il romanzo  nel romanzo del romanzo….la storia nella storia…la disponibilità ad aprire la propria vita al racconto degli altri.

Abbandonare la propria fissità per sentirsi liberi di prestare attenzione agli altri, senza paura di perdere del tempo.

La disillusione del recupero dell’originalità poliedrica della vita nelle sue mille sfaccettature di possibilità al servizio della comprensione dell’uomo.

Dico che Bartolomeo Smaldone ha dimostrato, nel Suo romanzo, doti   di formidabile terapeuta degli aspetti più importanti della persona.

Le sfumature descritte sembrano provenire da un’osservazione che non può essere pertinente una sola vita e di un solo uomo e nemmeno di quasi quarant’anni, ma investono una trasposizione spaziotemporale che impressiona  e lascia sbigottiti di fronte alla complessità strutturale ed animica dei temi sui quali ci si ferma con sguardo sempre pietoso  e distaccato come quello degli spettri illuminati che solcano gli aspetti più metafisici della nostra esistenza.

Un canovaccio spirituale, attraverso il racconto, il guizzo dell’improvvisazione pittorica d’eccellenza, la maieutica socratica più sottile ed imprevedibile.

“Se i tuoi occhi un giorno” è l’opera che chiunque voglia leggere un vero romanzo non può tralasciare per dare atto a sé stesso di aver fatto di tutto per sperimentare emozioni e culture che non possono non salire sul palcoscenico dell’arte creativa dedicata all’espressione dell’intangibile importanza degli aspetti negati alla vita.

Per non parlare del finale del libro che, in accordo alla maestria con cui Bartolomeo conduce il filo, opera un vero e proprio miracolo nella coscienza profonda dell’io sociale dell’uomo del terzo millennio.

Allora…..Grazie, Bartolo, grazie per averci reso possibile un viaggio così importante e così centrale nell’iter evolutivo della “sensibilità possibile”.

3 COMMENTI

  1. Caro Salvatore, la lettura della tua critica letteraria, cosi’ articolata, vivace ed appassionata mi ha appassionato. Spero di riuscire a trovare e leggere il libro. Immergersi nelle profondità dell “io”, sapersi muovere con abilità nei punti più oscuri delle coscienze, deve conferire un emozione straordinaria.
    Se l’omeopatia, esercitata con responsabilità e professionalità, si muove e vive in di questi aspetti…mi riprometto di immergermi e conoscere questa realtà, cosi’ viva ed esaltante.
    un abbraccio
    Aldo

  2. D’accordissimo con te, Salvatore, come al solito capace di entrare nell’animo dell’uomo. Un bravo medico non è quindi lontano da una sensibilità artistica.

  3. Solo un uomo come Te può avere una sensibilità poliedrica e quindi affacciarsi in punta di piedi nella vita delle persone. Fortunate quelle persone che glielo permettono!!!!!

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