Identikit di un ignoto: l’ignoto

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Identikit di un ignoto

Vale la pena raccontare subito che stamane ho avuto quell’impulso a muovermi molto presto per venire al mio PC a scrivere. Come ogni volta, quando ciò accade, vi è una sottile e piacevole avventura dentro di me, come se dovessi accedere ad un giacimento di pietre preziose o come se stessi per partire per una delle mie spedizioni in cerca di panorami incantati ed energie dimenticate dall’uomo civile. E’ bellissmo!

L’emozione viene vissuta in silenzio, fra le strade deserte del mio paese, all’alba, mentre mi muovo in un mondo fermato semplicemente dall’orologio. Si sentono le vite delle persone , come quando ci si muove in mezzo ai fiori ancora chiusi che poi, con la luce del sole, si aprono alla vita ed emanano tutto il loro profumo.

Mi sento privilegiato, come se stessi in un luogo ove posso vedere tutti, ma nessuno può vedere me.

Poi mi siedo alla macchina elettronica, frutto delle migliori intelligenze dell’uomo, l’accendo, e lascio correre i pensieri che pescano nella parte più interessante della mia vita, l’ideazione. Nessuno sforzo, solo qualche esitazione iniziale, se vi sono incombenze, fastidi da risolvere, di quella roba che proprio non occorrerebbe a persone che possono accedere ai piani ai quali mi è concesso accedere.

Stamane, dopo aver impostato l’icona del file, ho stranamente perso ogni sua traccia: ho pensato….l’ignoto!

Oggi, mi chiedo:”Che cosa, in fondo, vi è di diverso nelle persone che si affidano stabilmente a me rispetto alle persone che incontro davanti agli studi medici dei colleghi, in orari strani, per esempio nelle primissime ore del dopopranzo, sempre con i loro incartamenti, in cui prevale uno strano colore rosa, tipico dei documenti sanitari del Sistema sanitario?” Forse il rosa “della vita è bella?”

La stessa differenza sulla quale mi interrogo vale la pena cercarla fra le persone che arrivano nel mio Studio e le stesse persone qualche anno dopo.

Le righe che sto scrivendo meritano tante considerazioni, forse lunghe, forse anche scontate per molte persone, ma mi rendo conto che, per me per primo, è utile in questi giorni, come faccio spesso, tracciare le linee della mia crescita personale e del mio viaggio attraverso le varie versioni possibili della vita.

Mi sono sempre chiesto come potevo essere utile al mondo, il mio unico pallino, dal quale discendono tutti gli altri eventuali pallini di cui potremmo parlare. Il senso di responsabilità di impiegare bene la vita, di fare quello che serve effettivamente. Chi sono io, a che cosa servo?

Sono un traghettatore, me lo hanno riconosciuto tanti, una cara amica, notissima psicoterapeuta, la Dottoressa Rosa Peschechera, che ora ci guarda dal regno dei più, mi designò “il guardiano della soglia”.

Ognuno di noi può vivere come un orizzonte oltre il quale si intravede un nuovo panorama, siamo preziose torrette dalle quali aumenta la visuale. Le vite incantate aprono le porte agli altri e li spostano di un’epoca avanti.

Che peso, che sforzo talvolta, ma quale privilegio! In ogni caso, un dovere, perché tale modo di essere non è un’ingiustizia, il frutto di una raccomandazione, è soltanto un incarico datoci dalla vita e bisogna darsi da fare: i talenti vanno impiegati.

Poche chiacchiere! Vediamo che cosa cambia nelle persone. Ovviamente il riferimento cui posso far capo è l’espressione al meglio che le stesse persone sono state capaci di esprimere in fasi ulteriori della vita, da me documentate.

La caratteristica principale che è tipica di chi accede a me e all’Omeopatia, provenendo da altre dimensioni, è la paura: la paura della vita, dei pericoli, delle malattie, della libertà,  della verità, della febbre, delle emozioni, paura un po’ di tutto,  con  una sensazione di insufficienza radicata ed una convinzione di dovere fare ricorso a mille sistemi per rimanere in salute e andare avanti.

Segue l’artificialità, poiché queste persone ritengono che sia impossibile stare bene senza medicine, vaccini, indagini, interventi chirurgici.

La mancanza di fiducia, in quanto non si conosce la forza della vita, le sue risorse, il miracolo che si ripete ogni attimo dell’esistenza, il vero concetto di salute che si autoalimenta, a patto che sappiamo vivere, che non oltraggiamo continuamente i delicati meccanismi biologici che sono alla base del benessere reale.

L’anancasmo, termine tecnico con cui si designa l’attitudine forzata alla ripetizione acritica ed incosciente delle solite dinamiche. Trattasi di comportamenti stereotipati: assicurarsi soltanto di alcune cose, tralasciandone altre molto più importanti, controllare parametri che non sono attendibili come indicatori della qualità delle vita, praticare riti tribali, come assumere bustine, Tachipirina, antibiotici ed altro, ad ogni piè sospinto, rincorrere feste e festicciole con un tropismo che primeggia su qualunque altro comportamento.

L’indifferenza, in quanto è evidente uno speciale ovattamento della sensibilità, una riduzione dello spettro degli interessi, con comportamenti ingessati e riduttivi.

La salute cagionevole, perché queste persone non possono fare nulla con disinvoltura, sudare, correre, bagnarsi con un po’ di pioggia, sopportare quello che tutti chiamano stress, che immediatamente arriva la malattia, momento che scatena tutti i copioni più nefasti di quel tipo di tribalità descritta, intossicando ancora di più i sistemi.

L’assenza di hobbies, fatto purtroppo molto diffuso che la dice lunga sul tunnel in cui si sentono le persone che sono troppo impegnate solo nell’ossequiare una serie di rituali coatti e costrittivi.

Assenza di spiritualità oppure espressione di una forma bieca di falsa spiritualità, piena di bigottismo e rigidità.

La oligotematicità o addirittura la monotematicità, cioè la riduzione degli interessi o la presenza di un singolo e monotono interesse, con scarsa curiosità e capacità di entusiasmarsi per qualcosa.

La scarsa volontà, caratterizzata da una forma di indolenza che paralizza i comportamenti di stile innovativo ed ottunde la ricerca del cambiamento.

Una specie di compromissione dell’intelletto, manifestata dalla pochezza e dal riduzionismo atto a voler contenere il mistero della vita tutto nella propria scatoletta preconfezionata.

Una buona dose di cattiveria, bella e buona, che emerge dai racconti delle loro storie, molto spesso imbastiti su livelli di bassezza che, secondo il mio parere dipendono proprio dalla disfunzione dell’hardware biologico compromesso dalle mille violenze farmacologiche e reso incapace di risuonare con l’armonia cosmica globale, la magia della vita ed il SENSO DI DIO.

Ho pensato, per qualche tempo,  se era davvero utile e corretto scrivere in questo modo, ma ormai ho messo i piedi nel secondo mezzo secolo della mia vita: è tempo di bilanci, di verità, se occorre, di compromissione, che già non manca, per il mio coraggio e la mia onestà intellettuale. Uomini come Gandhi, i Santi, le vette dello Spirito non si sono risparmiati: non ho intenzione di farlo proprio io che valgo molto meno di loro!

Ecco che cosa ho capito. Mi si chiederà come faccio ad essere sicuro. Semplice la risposta:”Me lo avete raccontato Voi”. Tutti, chi più chi meno, ma tutti siete cambiati così e, sarebbe bello se alcuni di Voi, che per caso dovessero transitare nell’articolo, trovassero il tempo per commentarlo, dicendo che quello che sto raccontando è vero.

Le caratteristiche di chi si cura abitualmente con i rimedi omeopatici sono in pratica il contrario di quelle che ho citato come punti di parametraggio.

E viene da ridere se qualcuno ha interpretato questo modo di parlare come un’invasione delle competenze della religione, come se gli omeopati volessero arrogarsi dei meriti che il medico non dovrebbe avere e che spetterebbero soltanto agli uomini di Chiesa. La Chiesa ha bisogno di persone integre almeno nella loro essenza profonda di tipo biologico, altrimenti nessuna forma di spiritualità è possibile: il software può funzionare solo in un hardware sano e protetto.

Le persone diventano più belle, più buone e più intelligenti, lo affermerò anche dovessero mettermi sul rogo. Persone come me sono abituate!

E’ come se un procedimento rispettoso delle reale natura dell’essere umano avviasse una pulitura della fisionomia essenziale della persona, ponendola nelle condizioni di uscire dall’anonimato e smettere di essere un ignoto. Nel frattempo? Nel frattempo, emergono tutte le note più importanti che sono l’unica chance di evoluzione dell’umanità, la convinzione che il Mistero dell’Uomo si basa sull’Ignoto che è dentro di LUI.

Ecco emergere l’identikit di un ignoto: L’IGNOTO.

9 COMMENTI

  1. L’ignoto fa paura ………..ma quando si decide di volerlo conoscere si inizia un lungo cammino dentro se stessi e si scopre l’Essenza Universale.

    Un abbraccio
    Giancarla

  2. Mi commuovo al ricordo di Rosa, che legge la sua lettera e ti chiama “il guardiano della soglia”.
    L’incontro con l’omeopatia acuisce tutti gli aspetti infinitesimali dell’essenza più profonda dell’essere umano, portando alla luce gli alti scopi della nostra vita.
    Perché siamo qui? Cosa dobbiamo compiere? Quale sacrificio siamo chiamati a sostenere? Per quale motivo?
    Essere medico comporta una grande responsabilità, essere un medico omeopata presuppone un talento straordinario per occuparsi dello spirito, tanto quanto della materia. Salvatore è il Guardiano della soglia e viaggia con noi fin giù negli inferi, dove lo spirito è precipitato inesorabilmente.
    Egli ci porta per mano verso…

  3. Ciao Salvatore,
    questo articolo mi AFFASCINA TANTISSIMO!!
    Nella routine quotidiana, mi succede sempre, di dover dialogare con la gente. Come d’altronde succede a tutti. Nella mia mente, automaticamente presto molta attenzione ai loro comportamenti, ai loro discorsi. La mia affermazione e la mia domanda (sempre la stessa) è la seguente:”LA GENTE è STRANA” “SONO IO STRANA O LORO?”
    fRA i tanti punti che Salvatore ha perfettamente citato, il primo che vorrei commentare è l’INDIFFERENZA.
    Sono una ragazza che, nonostante l’età e la società, si batte e lotta per un meraviglioso sogno chiamato
    “DANZA”.
    La gente spesso mi ferisce, perché quando si parla di questo, mi fa capire perfettamente che il mio non è un lavoro ma una PERDITA DI TEMPO!
    Si mostrano indifferenti. Se avessi frequentato l’Università o avessi fatto un lavoro “NORMALE”, solo allora sarei stata considerata una ragazza che fa sacrifici!
    La gente è indifferente ai cambiamenti, superficiale e molte volte bada ad una sola cosa IL GUADAGNO.
    Sono rari i miei coetanei che incontro e mi dicono “IO FACCIO IL MIO LAVORO CON PASSIONE E PERCHE’ MI PIACE”.
    La maggior parte della gente fa ciò che gli conviene, ma no ciò che desidera. La realtà è che si accontentano di quello che trovano e il loro pensiero è quello di portare a casa lo stipendiuccio! Vorrei, al riguardo, esprimere ciò che penso. Ammiro e stimo Salvatore, perché ogni giorno lotta e, anche se molte persone gli sono contro, non si è mai fermato e VUOLE REALMENTE AIUTARE IL MONDO.
    D’altra parte, penso che non tutti i medici si rendano ben conto dell’importanza del loro operato, quando prescrivomo facilmente farmaci o consigliano vaccini. In cuor loro, penso che sospettino quello che può accadere nell’individuo, ma abbiano difficoltà a discostarsi da certi schemi. Facilmente forse si pensa alla sicurezza del proprio posto di lavoro (compreso lo stipendio).
    Ammiro Salvatore. Proprio lui mi ha dato questo meraviglioso esempio, di fare quello che realmente sentiamo e soprattutto di metterci il nostro CUORE… anche se ci saranno persone indifferenti e che non accetteranno quello che facciamo!
    Ringrazio ancora una volta Salvatore e l’Omeopatia, perchè mi ha reso la persona che oggi sono.
    Mi sento in cammino.

    Grazie Tante Salvatore.

    Con affetto Grazia!

  4. Chi sono io? La domanda delle domande. La domanda che dà il “la” a tutto l’Essere. Tutte le tradizioni mistiche e spirituali considerano il corpo come il “Tempio dello Spirito”. Esso va rispettato, amato e conservato in buona salute perchè racchiude l’essenza di ciò che siamo oltre ad esserne l’espressione. Ecco perchè l’Omeopatia è vicina all’Uomo: perchè rispetta la sua evoluzione, il suo destino e il divino che abita in Lui.

  5. Siamo esseri spirituali venuti a fare un’esperienza umana.
    BENEDIZIONE PER I SENSI
    che il tuo corpo sia benedetto
    possa tu capire che il tuo corpo è un amico
    meraviglioso e fedele alla tua anima
    possa tu essere avvolto dalla pace e dalla gioia, e riconoscere che i tuoi sensi sono soglie sacre
    possa tu capire che la santità sta nell’essere attento, nell’osservare nel sentire, nell’udire e nel toccare
    possano i tuoi sensi raccoglierti e portarti a casa
    possano i tuoi sensi darti sempre occasione di festeggiare l’universo il mistero e le possibilità della tua presenza qui
    che l’Eros della Terra ti benedica.

  6. Fa notte, fa giorno. Fa notte, fa giorno. Fa notte, fa giorno.
    Mi ricordo quando, durante un nostro incontro, ti ho detto anche io la stessa cosa. Non penso che tutti i giorni della mia vita debbano essere così. Ho il dovere di capire dentro di me quale dono ho ricevuto e metterlo a disposizione degli altri. Credo che l’omeopatia mi abbia aiutato molto a cercare e a trovare la mia direzione. E’ come se dentro di noi ci sia “del fuoco sotto la cenere” , ecco l’omeopatia riesce a ravvivare la nostra fiamma e soprattutto a mantenerla sempre viva! La medicina invece la spegne inesorabilmente. Una volta scattato questo meccanismo, inizia il percorso alla scoperta del nostro ignoto. Ed io, da quando sento questa fiamma ravvivata dentro di me, ho capito di avere un posto e un compito ben preciso nell’Universo.
    Fa notte, fa giorno. Fa notte, fa giorno.
    Credo non per molto ancora.
    Un bacio
    Tina B

  7. Bellissima verità che racconti Salvatore, la gente profondamente omeopatica è realmente diversa e posso dirlo dopo oltre 40 anni di pratica della mia famiglia. Chi meglio di te può dirlo con grande sicurezza, dal tuo immenso archivio dei nostri racconti prima e dopo la cura, di pazienti trasformati in tal senso dall’omeopatia.

  8. Sono contenta ed entusiasta per aver visitato il sito del medico che cercavo ed ora sono pronta ad avvicinarmi al Dott. Salvatore Rainò senza dubbi e sanza esitazione. Grazie di esistere e chiedo perdono per le mie perplessità. A presto spero.

  9. che bella sensazione leggere gli ” Articoli ” nel sito del nostro Salvatore Raino’… riesce sempre a farti star bene mentre si legge… una vera Terapia.
    Se poi siete fortunati e riuscite a fare una Escursione in posti naturali con la compagnia del Dott. Raino’ allora si che riuscirete a stare proprio bene nella vostra Anima… un abbraccio da Nik…….

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