……..Istituzioni della repubblica: analisi metastorica e ardimento della soluzione

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Ripercussioni nel contesto sociale della illegalità delle Istituzioni della Repubblica: analisi metastorica e ardimento della soluzione

 

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Illegale è quanto di vietato, poiché slegato dal contesto civile, utilizzato con malizia, leggerezza o malevolenza, di qualunque genere, in modo segreto, che danneggia o inganna una o più persone, oppure l’intera comunità, favorendo poche o isolate persone, che ne traggono vantaggio a danno di tutti.

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Se l’argomento è solo il denaro, la legalità nazionale è incompatibile con quella internazionale.

Le sovranità popolari nazionali sono delle finzioni, nella misura in cui i meccanismi di globalizzazione fidelizzano masse di persone sempre più ingenti.

Il liberalismo è lo strumento con cui si alimenta l’illusione popolare di essere liberi e di poter decidere della  vita, proprio grazie all’ampiamento degli orizzonti.

Il potere occulto per privare le nazioni della loro sovranità è molto antico e si è persa la memoria della sua origine, anche se ogni comportamento politico obbedisce ad esso, per ragioni implicite.

La convinzione che la politica non ha nulla in comune con la morale si è impadronita della gente, tanto che le stesse persone consigliano alle così dette brave persone di non immischiarsi in questioni politiche e di tenersi in disparte.

Questa distanza dalla politica da parte di moltissime persone, con abbondanti doti culturali e morali, è, paradossalmente, molto somigliante a quella che tiene le persone oneste distanti dalla delinquenza.

Per transitività, viene da pensare che la politica, nella fattispecie, sia equivalente alla delinquenza.

Un’ineluttabile forza “di fatto” supera i diritti, e per tale motivo, il Governo prende quello che vuole senza nessuna reazione della gente.

Rigurgiti di riscatto sociale sono affidati alla folla, che nella sua cieca impersonalità sciupa occasioni irripetibili per dimostrare di saper accogliere almeno il carisma del leader che si avvicenda nello scenario di talenti a disposizione.

Puntualmente, all’interno delle folle, che si muovono all’insegna del ripristino del diritto, vi sono abili personaggi che rendono inutile tanto movimento di energie, in quanto ordiscono piani per cavalcare gli eventi e fornire la sensazione alle persone di fare il massimo per ottenere i propri diritti, mentre si allungano i tempi e si alimentano soltanto i conti correnti di vari punti di riferimento che offrono l’assistenza necessaria.

La forza è l’unico sistema per esercitare la politica, anche se si congegnano apparenze democratiche, che, ormai, sempre di più, collidono con gli interessi nazionali, gli unici che rendono praticabile un rapporto sicuro e protettivo col proprio territorio.

La tecnica per legare il popolo e condurlo dove si vuole è di fargli credere di avere un potere di nomina, che non esiste, in quanto i sistemi impiegati sono palesemente controllati e distorti, ma a ciò, sempre di più negli ultimi anni, si aggiunge il fatto che le masse votanti si discostano dal numero che rappresenta effettivamente il polso dell’opinione globale della Nazione.

Infatti, col tempo, i personaggi più illustri del mondo intellettuale ed etico, disdegnano di interessarsi, politicamente, del destino del loro Paese, sino a denigrare coloro che, fra i miti e gli onesti,  tentano di far sentire la propria voce.

 

In politica si deve sapere come conquistare la proprietà degli altri senza esitazione, poiché, tramite il controllo della stessa, si assicura sottomissione e sovranità. L’astrazione della libertà consente di persuadere la folla, in tutti i Paesi, che il loro governo non è altro che l’assistente del popolo, che è il proprietario del Paese, e che l’assistente possa essere rimpiazzato nel momento adatto.

Ma ciò non è vero, se non si rompe l’incantesimo dell’ineluttabilità del tracotante potere politico.

I diritti internazionali spazzano via i diritti nazionali, nel senso corretto del diritto, e governano precisamente le nazioni come la legge civile degli Stati governa le relazioni dei loro soggetti tra loro stessi, ma ciò è per definizione quanto di meno sicuro possibile per il destino e l’interesse della Nazione.

Gli amministratori, scelti tra il pubblico, con obbedienza servile, non sono persone addestrate alle vere arti di governo, e quindi saranno più facilmente delle pedine del  gioco nascosto, nelle mani degli uomini istruiti e geniali che saranno i loro consiglieri, specialisti educati e cresciuti sin dalla prima infanzia a governare gli affari del mondo intero.

Tutte le persone sono incatenate alla dura fatica da una speciale povertà, più saldamente che mai. Sono state incatenate per mezzo di schiavitù ed egoismo; a partire da queste condizioni, in un modo o in un altro, potrebbero persino essere liberati. Questo aspetto si può sistemare, ma, per volontà propria, esse non sfuggiranno mai. Nella Costituzione sono stati inseriti diritti per le masse che sembrano fittizi e non sembrano dei veri diritti. Tutti quei cosiddetti “Diritti del Popolo” possono esistere soltanto in un’idea, l’idea che non si può mai realizzare nella vita pratica.

L’obiettivo del sistema di controllo internazionale è debilitare la mente pubblica, per mezzo della critica, spostandola da riflessioni serie, per generare resistenza; distrarre le forze della mente verso una falsa lotta piena di chiacchiere vuote.

L’opinione pubblica è nelle mani di un sistema di controllo, che disorienta, dando espressione ad ogni direzione e a tante opinioni contraddittorie, per far perdere la testa nel labirinto e fare giungere le persone a pensare che la cosa migliore sia non avere alcuna opinione in tema di politica.

La convinzione che si infonde in tutte le persone è che NON C’E’ NULLA DI PIU’ PERICOLOSO DELL’INIZIATIVA PERSONALE.

Dopo aver centralizzato l’idea del denaro, si sono alzati i costi di tutto, poi si sono alzati anche gli stipendi, per coloro che devono mantenere le fila del sistema organizzato, che alimenta le convinzioni e gli stili voluti, per incentivare le persone che non si pongono domande, a patto di fornire loro disponibilità finanziaria.

In seguito, sono stati innalzati i prezzi dei beni di prima necessità, a tal punto che nemmeno chi guadagna bene può reggere alle richieste di un livello di vita che discende dai guadagni elevati.

A sostegno dei prezzi dei beni indispensabili, si racconta che dipende dal declino dell’agricoltura e dell’allevamento.

I lavoratori sono spinti a sentirsi sollevati dalla durezza della vita, accontentandosi di false amenità sociali, come il calcio, festosità inconcludenti,  scommesse, consumando alcool, assumendo comportamenti banali e di basso livello intellettuale e spirituale.

Da una legalità nevrotica e disumana, vengono fomentate divisioni e rappresaglie, per svilire lo spirito di solidarietà e distrarre le persone dai veri obiettivi che riguardano il benessere per tutti.

In questo modo, si perde il reale significato delle cose e delle situazioni e si eseguono protocolli che rispondono a gerarchie di valori sbagliati e inconcludenti.

Il rapporto dell’uomo con la natura e con la terra, dissacrato e fatto divenire di natura imprenditoriale, sottomesso a logiche di tipo esclusivamente finanziario, ha reso l’agricoltura avulsa dal rispetto dei valori della richiesta possibile  e degli sforzi sostenibili dai terreni, creando le premesse perché si alimentino patologie, che vengono corrette con interventi farmacologici sempre più pericolosi per la salute ambientale, con un declino progressivo della sicurezza per tutti.

Nella gestione di tali meccanismi, i monopòli hanno unificato le regole e le leggi, uccidendo il buon senso.

L’industria ha assorbito molti dipendenti, che hanno lasciato le terre, hanno creduto nell’industrializzazione e poi sono stati dismessi, come pezzi che non hanno più motivo di esistere, determinando povertà sempre più spinta e grave crisi di identità e perdita della memoria storica.

L’Europa, che apparirebbe come una realtà evoluta e favorevole, a causa delle pretese internazionali che distruggono le sovranità e mortificano le condizioni di vita nazionali, è tormentata da fermenti, discordie ed ostilità, ma soprattutto da ingerenze esterne agli Stati, che ne vogliono avvilire la qualità della vita, in virtù di falsi diritti, espressione di attività criminali speculative senza nessuno scrupolo, sino alla creazione di idee di debiti nazionali ingentissimi, che non sono stati mai contratti da nessuno.

I Paesi vengono tenuti in scacco, creando disordini a piacimento o ristabilendo l’ordine, con regole che violano la dignità delle persone.

Vi è un regime di coercizione totale, che non risponde alla logica  e dipende da intrighi e ingarbugliamenti, intorno ai gabinetti di tutti gli Stati, per mezzo della politica, dei trattati economici, delle obbligazioni di debito.

Il successo in queste operazioni è ottenuto con grande astuzia e penetrazione, durante negoziazioni ed accordi, presentando le manovre più assurde come atti di eleganza politica ed economica, per i quali le popolazioni dovrebbero accettare i vari volti dei protagonisti dello scempio, presentati come dei veri e propri benefattori dell’umanità, come ad esempio è stato per diversi personaggi della nostra vita politica di questi anni.

I Governi sono frammisti con un intero mondo di economisti, deviati, non a caso, per questa le scienze economiche formano i principali argomenti degli Ebrei, e intorno a tutto ciò vi è nuovamente un’intera costellazione di banchieri, industriali, capitalisti e milionari, perché in sostanza ogni cosa viene sistemata per mezzo della questione delle cifre, tralasciando, cinicamente, qualunque altra profilo, persino il diritto all’esistenza.

I vertici internazionali hanno tutte le strategie nelle loro mani, queste persone hanno conoscenza di tutti i segreti della struttura sociale, conoscono tutte le lingue che possono essere costruite con gli alfabeti e con le parole politici; questi uomini sono stati fatti abituare all’intero lato inferiore della natura umana, con tutte le sue corde sensibili, su cui dovranno giocare.

La struttura funzionale degli apparati di cui parliamo mette le persone che si occupano di tali aspetti nelle condizioni per le quali, in caso di disobbedienza alle istruzioni, devono affrontare accuse criminali o scomparire, per questo è posta estrema attenzione al carattere del popolo nel cui Paese si esplica il piano.

L’applicazione dei meccanismi non è generica e identica nei vari territori, finché non sarà giunto il tempo in cui le persone saranno state rieducate secondo lo schema totalitario, lo schema imposto, che, una volta applicato non può non avere successo.

Le armi impiegate per questa guerra fredda e stemperata sono le ambizioni illimitate, l’avidità bruciante, la vendetta spietata, l’odio e la malizia.

Le dottrine sono molte e ristorano monarchici, demagoghi, socialisti, comunisti, ma anche sognatori utopici di ogni tipo.

Ognuna di queste dimensioni sta distruggendo la reale autorità dello Stato, puntando a capovolgere tutte le forme di ordine prestabilito, che non dovrebbero essere toccate dai personalismi partitici.

Dai sistemi centralizzati di potere vengono gestiti anche organi  veri e propri che, con qualunque pretesto, fermano la pubblicazione di qualunque dichiarazione veritiera, che agita l’opinione pubblica, senza che vi sia motivo e senza nessuna giustificazione.

Altri organi creati, dallo stesso sistema, svolgono la funzione di attaccare anche porzioni e argomenti creati dal sistema stesso, ma tali attacchi sono rivolti esclusivamente ai punti che si è deciso vadano alterati. E’ come sacrificare un pedone per poter mangiare un alfiere. La situazione generale è completamente sotto controllo.

Il trionfo sugli oppositori è garantito dal possesso degli organi di stampa, che non sono disponibili a dare piena e finale espressione alle loro visioni. Non è nemmeno necessaria la confutazione, tranne che in maniera molto superficiale.

Per poter eseguire la distruzione dello stadio del collettivismo, le Università, funzionari e professori, sono preparati per i loro affari da programmi segreti di azione, da cui non si spostano nemmeno per la più vaga idea. Questi ruoli sono nominati con speciali precauzioni e sono posizionati per essere totalmente dipendenti dal Governo, che, a sua volta, prende ordini da mostruose macchine di controllo internazionali, che dipendono dai vertici bancari, che si ispirano a logiche che trascendono il piano umano, per infliggergli, appunto, molte pene che non sono esattamente di origine umana.

La così detta legge dello Stato, come tutto ciò che riguarda la politica, vengono tenuti fuori dal corso di Istruzione, sicchè solo poche persone verranno addestrate per le loro capacità preminenti, che le vedono occupate in questioni di politica, in cui i loro stessi padri non ebbero mai alcun potere di pensiero.

L’orientamento automatico dell’educazione in tale direzione alimenta tutti quei princìpi, per cui, quando le persone indicate giungono al potere, rimuoveranno ogni tipo di argomento di disturbo dal corso dell’educazione e faranno  dei giovani dei ragazzi obbedienti verso l’autorità, che amano chi governa, come supporto e speranza di pace e quiete.

La storia viene cambiata, ne viene addomesticata la presentazione, occultando i fatti negativi e oscuri, e promuovendo quelli che apportano linfa al sistema dominante che, volutamente, volge l’attenzione al programma del futuro.

Molti ricordi degli uomini vengono cancellati, tutti i fatti dei secoli precedenti, che non sono, per il sistema,   desiderabili, e vengono lasciati soltanto quelli che elogiano tutti gli errori del governo di chi lo pratica, delle obbligazioni dell’ordine, delle relazioni negative ed egoistiche dei popoli, che diffondono l’infezione del male, e simili illazioni di natura educativa, travisando qualcosa di forte al posto del bene, anche se è il male.

La forte pressione contro la memoria del ventennio fascista è di tal genere, si capisce dall’accanimento con cui si persegue l’apologia di fascismo, pur essendovi numeri enormi di persone che lo ricordano con enfasi e poesia, e con gratitudine.

In tal contesto necessario, è obbligatorio, senza esitazione, sacrificare gli individui che commettono una violazione, perché nella punizione esemplare del male giace un grande problema, che mette, sulla sua sacra testa, la corona, offertagli da chi governa il Mondo.

Le vittime indispensabili, a tale Corte offerte, come conseguenza del fatto che ne sono adatte, non raggiungeranno mai il numero di vittime offerte, nel corso dei secoli, dalla mania di magnificenza, dell’emulazione.

Ogni condizione di vita deve essere tenuta con strette limitazioni, che corrispondono alla sua destinazione, secondo chi comanda. Rari e occasionali geni che entrino nei ranghi a loro estranei, del comando, persone di talento, che si insinuano fra coloro che sono in questi ranghi, per nascita o impiego, vanno controllati e, al momento giusto, eliminati senza nessuna pietà.

 

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Nuova epoca, scritta a mano

Virtù rarefatte per opera del Governo sbiadiscono il tono della bellezza individuale e collettiva di un popolo e sono come ritratti invecchiati dei fondamenti evoluti della vita sociale.

L’aspetto più civile di un popolo è la sua immagine globale che corrisponde a quella di ogni singola persona.

In condizioni ideali, lo Stato alimenta dinamiche autocratiche che coordinano il comportamento degli individui, tramite la salute dell’uomo e la sua forza vitale, vivificatrice e misteriosa, che domina in modo assoluto e dinamico  su ogni aspetto materiale, il corpo, l’organismo dello stato, e tiene tutte le sue parti in meravigliosa vita armonica di sensi ed attività, in modo che l’intelletto ragionevole  possa servirsi liberamente di tale strumento sano e vitale per gli scopi superiori della nostra esistenza.

Questa espressione si ispira ad ambiti arditi della Medicina dedicata all’uomo, ma, proprio per questo motivo, è adatta a rappresentare il grande modello macrocosmico dello Stato, questa magia sociale, che diviene la culla per la vita delle entità che la compongono.

La completezza dell’assortimento dell’uomo, nelle sue diverse dimensioni è l’archetipo che conferisce importanza all’anima, riconosce la parte spirituale, le esigenze, fisiche, emozionali e psichiche, che trovano nido nell’organizzazione sociale.

La qualità delle percezioni dipende dall’addestramento emozionale, come la profondità e la direzione dell’aratro nel terreno.

Il terreno dell’uomo è la sua organizzazione sociale, che necessita di essere autentica, spontanea, volta a custodire i grandi valori della vita, per fare in modo che i bambini giunti al Mondo possano continuare le grandi opere intraprese dai loro predecessori.

Il senso della continuità è l’unico modo di rimanere immortali, sopravvivere ai tempi e garantire il senso stesso della vita nella sua interezza.

L’egoismo è come una frammentazione della progettualità della grande macchina cosmica, che consente la vita ad ognuno di noi. In tal senso, esso è un gran controsenso.

Stelle orientano il nostro arrivo, ne ordinano i natali, ne firmano il talento e la fortuna, come non potremmo mai immaginare, a patto che vi sia libertà, come per una pianta di divenire sé stessa, con i tempi, le forme i colori, i profumi.

La vita gode di influenze astrali, che connotano la natura cosmica del nostro progetto e del funzionamento totale dell’armonia sulla Terra. Perciò si illude chi pensa di potere deviare il corso dell’evoluzione, stabilmente, disturbandolo ad oltranza con artifici soltanto terreni.

L’essere umano è progettato per raggiungere la perfezione, ma ha bisogno di alimentarsi della perfezione, che può trarre soltanto dall’integrità dei meccanismi sociali.

L’alternativa è la vita solitaria a contatto con la natura, che, per quanto esaltante, ha i limiti intrinseci dell’innaturalità di una vita solitaria per  l’essere che, per eccellenza, è la forma più evoluta di entità sociale.

Le difficoltà sono quelle obiettive, i pesi, gli sforzi, la paura, senza fantasmi truccati che annichiliscano la totipotenza dell’essere.

Ogni individuo è latore di un pezzo di evoluzione, appartiene all’Universo e ne mostra la traccia in ogni sua manifestazione.

La legalità è l’eredità più brillante dell’ordinamento sociale, tratto dai reflui storici della romanità, dall’Impero romano, col suo Diritto, e dal suo livello di civiltà, che è partito dalla nostra terra al centro del Mediterraneo.

Il coacervo di forze che circonda, tramite mare e terra, la nostra penisola è un modello unico nel suo genere in tutto il Pianeta, ma anche il più delicato modello di società evoluta con spessore storico incomparabile rispetto a qualunque altro paese del Mondo.

Trattasi di una fucina di valori, intenti e caratteristiche, che vanno difese, in modo strenuo, per non rischiare di perdere uno degli esperimenti di evoluzione antropologica meglio riusciti.

Il rapporto fra la terra relativamente esigua e gli apporti da fronti allargàti, tramite mare, assieme al dissipatore nordico, rappresentato dalle Alpi, ha creato una specie di condensatore che accumula e distribuisce cariche di energia  infinita, alimentando circuiti di pensieri, culture, influenze e vettori animici, che hanno anticipato traguardi di civiltà impossibili in altre aree del destino sincronico del Pianeta.

Il senso del viaggio aereo e della velocità, assieme alla violazione delle frontiere naturali del Paese, ha sconvolto lo sviluppo sedimentato della storia, che ha impiegato millenni per configurarsi così, come lo abbiamo ricevuto, nelle ultime generazioni.

Comportamenti predatori, contrari alla logica della vita che cresce lentamente, all’argine dei fiumi che si crea attraverso tante epoche, comportamenti tipici del razziatore di ricchezze, che non si ferma a vivere nel territorio da egli sconvolto e razziato, stanno esponendo l’Italia ad un processo di impoverimento progressivo e pericoloso per la dimensione ove si creano i talenti e si avvìano gli embrioni dell’italianità.

Questo è un fenomeno paragonabile all’estirpazione di un organo importante dalla totalità della persona.

La globalizzazione è la fretta, al posto della sedimentazione degli itinerari, che hanno reso bello il viaggio nel Mondo e nel Tempo.

Anche affidare troppo facilmente la comunicazione ad una lingua comune, come l’inglese, non ha soltanto la comodità di consentire un codice unico di scambio, ma, se non si pone attenzione, contribuisce all’impoverimento della tipicità e della profondità dei linguaggi, che sono la peculiarità della vita, così come si è assemblata nell’evoluzione lenta del Pianeta.

Le memorie della Storia non possono essere distrutte da trapianti improvvisi, ma devono traslare lentamente da un’epoca all’altra, tramite l’evoluzione effettiva della coscienza di ogni individuo.

E’ come se, all’improvviso, avessimo montato un motore velocissimo e potente su di una vettura che non ha le caratteristiche strutturali per sostenere tutta questa efficienza meccanica.

L’aspetto gravissimo è che lo spostamento della potenza dal motore alle ruote è garantito da un mezzo che non rispetta più le caratteristiche delle componenti più sacre del tutto, quelle dell’Uomo.

La legalità globale non può entrare in contrasto con la legalità individuale, che alimenta e ispira ogni forma di interazione fra gli individui, ciò vale nella dimensione nazionale, ma  ancor più nell’assetto internazionale.

Si è voluto procedere alla globalizzazione, omologante, spezzando gli argini della sovranità nazionale, ma ciò è contro natura, poiché non possiamo eliminare la capsula del fegato e farlo interagire direttamente con il cuore o con il cervello.

L’organismo è come il Mondo intero e i suoi organi sono le nazioni, ognuna di esse ha una tipicità strutturale, e di vocazione antica, che non può essere schiacciata dallo strapotere omogeneizzante delle regole del denaro, specie se questo strumento viene reso astratto e viene usato per soggiogare la  libertà di vivere ed esprimersi da parte di ciascun individuo.

Il denaro è divenuto la causa e lo scopo principali dell’illegalità, ha accentrato i riflessi della vita su di uno specchio che non esiste, non si può toccare e soprattutto non è nelle mani di tutti.

Se il programma globale del Mondo fosse davvero ispirato alla legalità, esso sarebbe ispirato al rispetto dell’uomo, così da averlo già riscattato in ogni area, così da aver dato ricchezze maggiori proprio in quelle terre dalle quali prendiamo moltissimo e che, invece, teniamo in condizioni di schiavitù e arretratezza.

L’uomo ha tradito la sua vocazione angelica, per abbandonarsi agli impulsi più efferati, anche se pianificati e addomesticati, in modo da farli apparire addirittura come l’ordinamento sociale.

La predatorietà sociale è ormai sinonimo di soldi, circuiti finanziari, sistemi di investimento, banche, assicurazioni e tributarietà, che sembrano come la camicia di forza per reclusi all’interno di palazzi ove i torturatori seviziano le vittime, con strumenti disinfettati, per lasciarle vivere e poter proseguire le  proprie infamità.

Soprattutto, il prosieguo della vita serve a far divenire sopportabile la pressione che annichilisce la vita, rendendola capace di adeguarsi ai sistemi di oppressione, per consentire alle persone anche di accoppiarsi e generare prole, predisposta geneticamente a voler sottostare alle logiche dell’allevamento intensivo dell’umanità deumanizzata.

Una delle prove più schiaccianti del trucco perpetrato a danno dei popoli è l’ombra nera che dall’orizzonte penetra nello Stato e lo priva dei diritti inviolabili della propria sovranità.

La Legge, ciò che è “detto”, esprime la migliore sedimentazione possibile per tutti, quindi appartiene a tutti, serve a tutti.

Chi debba garantirla e amministrarla ha l’obbligo di applicarla, nel rispetto di ogni persona, a garanzia del sistema collettivo, ma senza discostarsi dal garantire i diritti dell’inquisito e del condannato.

Se ciò è tanto vero nel Diritto Penale, mi chiedo per quale motivo la vita sociale, al di fuori dei procedimenti legali, si scaglia sistematicamente su qualunque cittadino, generando precarietà, paura, e tanta incertezza, molto di più di quanto la vita stessa possa fare nella sua naturalità.

Le malefatte governative sembrano essere divenute tutt’uno con l’aleatorietà, come se si fossero inserite nel pericolo dell’aggressione nella giungla, o con il rischio di essere colpiti dal fulmine nella tempesta.

Tutto questo è, però, innaturale e, soprattutto, non trova pronto l’essere umano, che soggiace, inerme e inconsapevole, ad una truffa architettata per farlo sentire piccolo, impotente e insufficiente a sé stesso.

E’ molto grave ciò che sto per dire, ma ho il dovere di affermare, ormai nel mio sesto decennio di vita, che ogni male di cui patisce la nostra realtà è legato sempre ai difetti indotti nei tessuti quotidiani dall’avidità, dalla paura dalla spietatezza, che l’indotto del denaro ha forzatamente aggiunto all’alba, al tramonto, all’odore della pioggia e al sapore del pane di cento anni fa.

Abbiamo la responsabilità di restituire la vita alla vita, abbiamo la drammatica e atroce responsabilità di essere coraggiosi e di trasformare in fatti le nostre parole assennate, ma, soprattutto quelle rivoluzionarie, perché, al contrario, diverremo noi stessi i guardiani della paura che ci scorre sotto i piedi, nelle fognature della nostra vita.

Il pericolo maggiore che procrastina la soluzione dei problemi, cui viene condannato ogni bambino che viene al Mondo, è la convinzione che possiamo avere di dover preservare, egoisticamente, l’integrità della nostra vita individuale in qualunque condizione sociale, anche la più avariata, come se l’istinto di autoconservazione bastasse ancora per rimanere vivi in una società morta.

Anzi, in molti casi, le persone migliori fanno in modo da separarsi dal contesto, per difendersi e non correre rischi.

In questi casi, la giustificazione è la pretesa inutilità del contrapporsi al sistema.

Non penso che acceleriamo il bene, in questo modo.

Abbiamo bisogno di eroi, abbiamo bisogno di persone che dimenticano sé stesse, per salvare l’umanità.

Ho conosciuto molte persone che per tanto tempo hanno fatto finta di essere incarnati in una forma di egoismo sbagliata, poi hanno capito, e la febbre li ha colpiti e non li ha mai più lasciati fermi nel putridume della propria comodità.

La percezione sottile della realtà suscita in persone sane comportamenti atti a modificare la realtà per farla somigliare al progetto ideale.

Tutto ciò che si discosta da tali comportamenti conferma e autorizza la realtà deviata, ne diviene complice, tradisce il senso biunivoco, secondo il quale non possiamo pretendere di ricevere, senza dare tutto il bene possibile all’organizzazione del sistema in cui continuiamo a vivere.

La nuova epoca è alimentata da influssi soprannaturali, cui nessun uomo può opporsi, senza rimanere danneggiato ed eliminarsi con la propria azione.

Le energie che si contrappongono ai cambiamenti in corso, nella nuova epoca, affondano le radici in un rinnovato terreno, costituito da una nuova ed evoluta sensibilità di un numero crescente di persone, pronte ad agire per cambiare il Mondo.

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