MASSONI – SOCIETA’ A RESPONSABILITA’ ILLIMITATA (Gioele Magaldi)

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Psicologia e indottrinamento delle masse

(riflessioni evocate dallo splendido lavoro editoriale di Gioele Magaldi

MASSONI – SOCIETA’ A RESPONSABILITA’ ILLIMITATA) —presentazione al libro di Gioele Magaldi, Matera, Palazzo Gattini, 10/05/2015

Gli uomini, raramente, sono consapevoli delle vere ragioni che stanno alla base delle loro azioni (Edward L. Bernays).

La psicologia delle masse è inversamente proporzionale alla consapevolezza dei singoli individui.

Quando la libertà della persona dipende dalla consapevolezza di un numero molto grande di persone, l’unico sistema perché ogni persona sia garantita nei suoi diritti diventa la massima diffusione dei sistemi di informazione.

La consapevolezza è lo strumento per misurare la sicurezza dell’azione, ma la direzione del dispiegarsi dell’informazione assume una verticalità che priva la base di meccanismi per la convalida della sicurezza.

Per sicurezza si intende una percezione globale della salvaguardia dei diritti delle persone, ma le persone non conoscono il senso della loro vita, tutte allo stesso modo.

Occorrerebbe che tutti siano coscienti di quanto vale la propria azione, perché ognuno possa proiettarsi in un universo olografico che corrisponda al bene comune.

Il bene comune, però, è territorio delle coscienze più elevate, che non sono lo standard del sentire, e nemmeno del comportamento, delle persone nella loro interezza numerica.

L’unica interezza numerica possibile si attesta ai livelli bassi, che riguardano il soddisfacimento dei bisogni primari, come alimentarsi e respirare.

Vi sono, poi, altri respiri, che vantano esigenze che non hanno nulla di primario per tutti, ma soltanto per pochi sparuti individui.

Il poco, nella qualità, appartiene al molto, nel numero. Per questo motivo, non accade che le coscienze, in generale, si attestino su valori alti di consapevolezza, tali da perseguire il bene comune.

Allora, è ineluttabile che siano selezionati, da alcuni, dei parametri, entro i quali poter definire la sicurezza del sistema sociale in toto.

Tale misura è, sempre arbitraria, nel contempo in cui si impadronisce della coscienza collettiva ed alimenta i meccanismi che inattivano il controllo della qualità.

La qualità diviene uno spot pubblicitario che viene sostentato dalla pochezza dei più e dalla disonestà di pochi, che non hanno scrupoli nell’accentrare l’attenzione su pseudo-verità che osteggiano la consapevolezza di quei pochi che sanno e che vorrebbero attivarsi per un cambiamento capace di restituire senso alla vita.

Il totalitarismo può diventare, e la storia ce lo ha già dimostrato, l’argomento principale di cui erudire le masse, senza preoccuparsi dell’ombra che una simbiosi paranoica fra persone e processo di evoluzione storica effettiva, prima o poi, finisce per generare, risucchiando il fare totalitario nei gorghi maligni che lo hanno generato.

La libertà finisce per identificarsi in un percorso verticale, che annichilisce la coscienza e indottrina i motivi dell’essere secondo dinamiche che non promettono futuro.

I mezzi di cui si serve una tale perversione sono la suggestione e la distorsione del senso del piacere, che chiamiamo, tecnicamente, disedonia.

L’incapacità di provare piacere in modo sano interessa sia gli agonisti del disagio, che le persone che consumano il disagio nella loro sciatta quotidianità.

L’inganno globale che ne risulta non arreca vantaggi a nessuno, anche se vi è una certa parvenza di vantaggi a carico di una minoranza che, però, ha dimenticato di essere inserita in un contesto unitario.

Chiunque crei false sicurezze, esaltando argomenti che inducano distrazione e pochezza, diverrà, egli stesso, prima o poi, una delle vittime, incurabili, della ferocia degli strumenti di potere, in precedenza creati per attrarre a sé stessi un vantaggio a discapito della comunità.

L’indottrinamento delle masse non dipende da regole della psicologia interiore, ma soltanto da escamotage di maestria relazionale, in cui il ruolo degli agonisti è fortemente sbilanciato in favore di una persona che ritiene di essere al di sopra degli altri e, in quanto tale, di avere il diritto di mescolare le carte in tavola, a suo piacimento.

La risultante di tale indottrinamento è lo sfacelo dell’umanità, come l’alcool all’interno di una comunità che non ha mai bevuto, come l’avvento delle malattie veneree in una popolazione violentata e posta in ginocchio.

Il servilismo di chi non osa porre in discussione il potere delle proprie scelte, corrisponde a quella perdita di sovranità di chiunque non osa avere il coraggio di dire le cose.

Il sistema principale per indurre le persone a servire i codici di un indottrinamento è quello di fornire loro la sensazione, nascosta, di detenere il controllo dei risultati. Come quando, ad esempio, una persona è convinta di avere un buon sistema per fare qualcosa, e pensa che, in questo modo, stia esercitando un potere, mentre, in effetti, sta soltanto obbedendo ad un ordine che lo allontana dalla verità.

Come quando il risultato di un’azione viene presentato come l’unico obiettivo da perseguire, mentre, sullo sfondo, si sta alludendo ad altre possibilità, che hanno conseguenze assolutamente differenti, e che restano fuori della portata della nostra consapevolezza.

Saremo giunti ad una sana e capillare partecipazione politica, quando l’indottrinamento vorrà estrarre il meglio della qualità individuale dalle persone e le incoraggerà ad essere sempre presenti ad una armoniosa gestione della cosa pubblica. Quando si userà la psicologia per non distorcere la percezione delle esigenze di tutti.

 

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