Guarigione e malattia sono un viaggio nel Tempo

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Guarigione e malattia sono un viaggio nel Tempo

 

Vi sarà capitato di ricordarvi di una persona che non incontrate da molto tempo, di cui non avete più nome e cognome, ma avete ben chiara la sua immagine, il volto, i contenuti della relazione che avete avuto con essa.

Questo è un esempio che dimostra come non è importante chiamare con un nome preciso una situazione che è riconoscibile dalla nostra aura percettiva e che, talvolta, proprio in questi casi, è fortissima l’immagine rimasta dentro di noi, anche se non sappiamo come si chiama.

Tale memoria resta depositata per tutta la vita, eppure la sorgente che l’ha determinata può anche  non esistere più. Tuttavia, il ricordo è intensissimo e capace di muovere un mondo dentro la persona che sta ricordando.

La stessa cosa accade per persone defunte, che conserviamo nel cuore per sempre, anche se, a volte, abbiamo piacere di vederne una fotografia.

La fotografia ci da la sensazione di averla nuovamente accanto a noi, ma, effettivamente, sta evocando un ricordo complesso nella sua tridimensionalità che vive soprattutto dentro di noi e che non potrebbe riconoscere la foto se non avesse un dato chiaramente depositato da qualche parte dentro la nostra mente, dentro i nostri codici.

La foto, lo stimolo esterno, non è riconoscibile in quanto tale, ma soltanto perché ne abbiamo una sua impronta dentro: significa che l’unica origine di stimoli atti a porci in vibrazione abita dentro di noi e soltanto dentro di noi e si specchia talvolta con qualcosa che è fuori di noi.

Anche disagi e malattie, nei loro meandri di vissuti e situazioni, trovano lo stimolo per modificarsi dentro di noi se solo riusciamo ad accedervi: è come individuare un file che non si usa da molto tempo nel nostro PC, attraverso il recupero di un suo frammento che funziona come un filo per ritornare indietro e giungere nuovamente all’origine dei problemi attuali.

Lo stimolo è dentro di noi, ma bisogna trovarlo, altrimenti resta dimenticato ed inutilizzabile.

Pensate che l’energia che vi consente di usare un telefonino e comunicare in tutto il mondo sia chi sa quale fenomeno? In effetti si tratta di una traccia così flebile che, a pensarci bene, appare insignificante rispetto alla valanga di informazioni che, scientificamente, può muovere un rimedio omeopatico dentro un essere vivente, che si tratti di una persona, di un animale o di una pianta.

Lo stimolo riconoscibile è sempre dentro l’organismo e trova fuori di sé soltanto dei mezzi per evocarne il significato e svilupparne l’azione.

Qualunque metodica funzioni riproducendo i meccanismi di allestimento di un rimedio omeopatico non può che funzionare sulla regolazione della vita in ogni suo dettaglio. Si tratta soltanto di standardizzare dei metodi, nei più fini dettagli tecnici e scientifici, per poterne godere all’infinito.

Di tutto ciò mi sono occupato e mi occupo ancora, con l’unico scopo di fornire all’umanità una possibilità di evoluzione, prima nella storia del mondo, e capace, senza precedenti, di restituire alla forza del Tempo la vitalità che ha generato la possibilità di vivere ancora.

Custodiamo il Tempo e avremo il segreto della vita!

1 COMMENTO

  1. Really nice
    Se vogliamo che la nostra vita non si discosti troppo dall’anima, dobbiamo operare continui minuscoli aggiustamenti in modo che la linea della vita non parta nell’ignoto allontanandosi dal cerchio dell’anima.

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