Forze dell’Ordine e Gente comune: i nuovi gladiatori

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Forze dell’Ordine e Gente comune: i nuovi gladiatori

 

Sempre più frequente l’uccisione di Agenti delle Forze dell’Ordine, per mano di gente comune.

Sempre più frequente anche l’uccisione di gente comune ad opera degli Agenti delle Forze dell’Ordine.

Mi sembra di rivedere scene del passato, in cui i gladiatori, schiavi e prigionieri, venivano fatti allenare per essere gettati nell’arena a fare spettacolo tentando di uccidersi, affinché il sopravvissuto potesse in qualche modo affrancarsi ad una qualche forma di libertà.

Non vedo analisi intelligenti, da parte di nessuno dei giornalisti, e nemmeno da parte dei politici, che approfittano di questi accadimenti per sciorinare i propri stili antipopulisti, veri o falsi.

Non riesco ad accettare che il pianto dilaniante di una mamma dei quartieri napoletani, nel raccogliere il cadavere del proprio figlio di sedici anni, sparato dai carabinieri, perché non si era fermato al posto di controllo, sia banalizzato.

Non riesco ad accettare che i familiari di un Carabiniere ucciso debbano alimentare l’odio con le proprie personali recriminazioni.

Così non risolviamo i problemi!

La mia anima non resta indifferente e sa molto bene che in questa valle di lacrime non vi è alcuna possibilità di vivere serenamente, perché lo Stato “civile” non offre la possibilità di vivere dignitosamente a nessuno, nemmeno ai ricchi, perché pure questi devono continuamente fare i conti con la propria coscienza.

Gli scontri fra poliziotti, carabinieri, guardia di finanza e gente comune non sono scontri fra agenti e delinquenti.

Sono scontri fra esseri umani, uguali nella loro inviolabile dignità.

La lotta è tra coloro che una divisa sono riusciti ad averla e coloro che non ci riescono.

Conosco molti ragazzi persi nel vuoto che la società prepara per loro. Essi hanno una luce negli occhi, che a me interessa.

Conosco molti carabinieri e poliziotti che erano delle nullità prima di entrare in ruolo, ma a me interessa lo slancio del loro senso del dovere.

Ma vi sono doveri più alti: il riconoscimento che lo stato attuale pone carabinieri e poliziotti nella situazione di dover proteggere uomini che sono la causa del male sociale più abietto.

E poi, le persone si distruggono a vicenda, mentre qualcuno ciarla e spiega l’inasprimento dei controlli e i motivi della repressione.

Così prepariamo le basi per i  nuovi lutti!

Le gente delinque perché non riesce a vivere, non riesce a vivere perché il parassitismo fiscale toglie l’aria a tutti e costringe a creare situazioni impossibili per il lavoro, le persone non hanno lavoro perché il prezzo del lavoro comprende soprattutto le sopraffazioni che gli individui devono sopportare per essere in regola con un sistema che continua a far credere che i soldi siano un bene finito.

Il denaro serve soltanto a consentire la vita e l’attività umana, non deve assolutamente essere impiegato per crocifiggere le persone.

I guasti governativi, al gioco delle speculazioni di pochi malati di mente, che amministrano il destino del senso del denaro, sono la vera responsabilità dell’atmosfera diffusa, per cui anime, in corpi posti uno contro l’altro, devono uccidere per rimanere vivi, come i gladiatori, per rimanere vivi nell’arena.

Gli episodi continui di lutto devono essere la molla per rivedere le regole di una società malata, per tramutarle in stili di vita completamente diversi, dove non occorra contrapporre le persone e continuare a fingere che ci siano i buoni da  difendere e i cattivi da reprimere.

Occorre il coraggio di capovolgere questa società basata sulla menzogna, per poter vivere serenamente e poter dare a tutti la facoltà di esprimere la propria energia creativa in modo costruttivo per l’umanità.

Spero che le anime dei defunti, di una parte e di quella opposta contribuiscano ad illuminare la società civile ad individuare i meccanismi che generano tanto dolor inutile.

Abbiamo bisogno di un nuovo stile di governo, che non può essere ottenuto con il gioco ormai consunto della politica abituale.

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