Un nuovo di terapia per un nuovo tipo di salute
Dopo aver osservato per numerosi anni, ho compreso i sacri dettami che sottendono salute e malattia, la loro relazione, gli escamotage per riportare la salute a scorrere nelle nostre vene.
La fortuna di poter comprendere deriva da una moltitudine di esperienze, dello stesso genere di quelle che rappresentano il baluardo principale per non ammalarsi.
La causa più frequente di malattia è la cristallizzazione della coscienza.
Gli umori mutevoli presiedono alla salute più che la fissità conflittuale, il rancore, la sottomissione ed il senso di inadeguatezza.
La coscienza è il piano fondamentale su cui giocare la partita della salute, specie quando la si è persa.
Il ristagno dell’anima nei recessi profondi del disagio interiore è il punto centrale intorno a cui si articola la deformazione neurovegetativa che innesca i meccanismi di malattia.
La causa più importante di malattia risiede nell’assenza di dimestichezza con la variabilità della vita individuale e di quella possibile per l’essere umano.
Una coscienza in movimento è la fonte inesauribile di motivi per non ammalarsi, a patto che si viva il variegato scenario di possibilità come prospettive consapevoli per operare scelte responsabili, ed in ogni caso, protette dall’errore grave.
In tal senso, quando si realizza una continua osmosi fra essere e non essere, appare evidente che risulti vincente una sorta di programma che tende all’ordine e all’armonia.
Vi è un “filum” continuo di evoluzione che coincide con la coscienza dinamica e protegge dall’insorgere del percorso di malattia.
Quando la coscienza si mette alla prova attraverso le scelte maturate nell’esperienza, allora è difficile che la forza vivificatrice della vita prenda strade poco convenienti.
La prevenzione della malattia è possibile nella misura in cui il soggetto sia in grado di articolare la percezione del possibile con il disagio del presente.
Archetipi opposti, come, ad esempio l’acqua e il fuoco, siano miscelati a seconda delle situazioni.
Il tempo è la variabile più centrale della malattia, che ritrova la strada per la guarigione attraverso l’esperienza recettoriale profonda dell’equilibrio fra gli archetipi sperimentati con il passare del tempo.
Facciamo un esempio.
Se vi è stato eccesso di fuoco, (gli elettroni), per ristabilire la salute, occorre reintrodurre l’acqua (i protoni) e viceversa, ma questo cordone ombelicale salvavita è realizzabile solo con attrezzature molto avanzate, che non sono dei tempi finora trascorsi, in quanto esse traggono energia dal futuro.
Insomma, dal modo in cui parlo, dovrebbe intendersi che abbiamo a disposizione un nuovo modello di terapia, ispirato ad un nuovo modo di intendere la salute, non come assenza di malattia, ma come network articolato ed armonioso che non tradisca la migliore evoluzione possibile per ogni individuo.
Salvatore Rainò
















