Il pellegrinaggio della Libertà

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Il pellegrinaggio della Libertà

Ho cinquantacinque anni.

Sto cercando di svolgere il progetto della mia vita, che si interseca ineluttabilmente con quella della grande famiglia dell’umanità di tutti i tempi.

Tale è la mia percezione, lucida e serena, di ogni mio frammento di impegno per fare in modo da non dovermi pentire di aver vissuto invano.

Tale è il mio destino, il cui dispiegarsi non ha mai un prezzo che sia troppo alto per me.

Sento Dio che mi assiste, mi orienta, mi ascolta nel mio silenzio senza pretese, sicuro che l’importanza che avverto in qualunque cosa io faccia sia l’unico motivo per non farmi sentire mai fuori luogo.

Non è presunzione, anzi è un senso di profondissima umiltà, che sento, riponendo ogni mia aspettativa personale solo al servizio di una grande aspettativa, che abbracci i bisogni più essenziali della vita di tutti, della verità e della giustizia.

Talvolta, questo mio modo di esprimermi ha quasi infastidito qualcuno, ma in questi casi, ho imparato a non farmi dissuadere dal pronunciare le mie intenzioni con chiarezza e serenità, ed è sempre meno probabile che chi mi è di fronte non riesca a capire che non posso privarmi dell’autenticità di narrare il mio bisogno di somigliare ai Santi.

Non riuscirò mai ad essere un Santo, ma la vita di molti di loro esercita in me un fascino delicato e costante, come il vento degli Urali nelle pianure russe.

Perché nasconderlo? Perché non comunicare il mio entusiasmo, la mia fiducia nella vita, la mia speranza di essere sempre più degno di comportamenti nobili, distaccati e tesi solo al conseguimento di quel senso di éstasi che una vita spirituale complessa e variegata è capace di farmi provare?

Ispiriamoci tutti ai Santi. L’Italia è stata culla di santità, con le cime più alte dell’espressione possibile della bellezza dello Spirito: San Francesco d’Assisi, Sant’Agostino, Sant’Antonio da Padova.

Questi personaggi hanno fatto brillare con chiarezza l’importanza del distacco dal denaro.

Sono soddisfatto delle esperienze vissute, anche quelle che mi hanno procurato dolore, perché ho accettato il dolore, il suo significato evolutivo e propulsivo per migliorare le mie scelte.

Ho anche capito, vivendolo nel più profondo del mio animo, che il senso del limite mi serve a non fermarmi.

Non voglio vivere inutilmente!

Per questo motivo, ho studiato con grande passione, e continuo a farlo, nutrendomi dell’atmosfera misteriosa che di notte si vive, nel silenzio, con l’abat-jour, leggendo le pagine del cammino della vita di tanti fratelli di viaggio che solcano il Pianeta, nella stessa mia carovana, con dignità e prestigio.

E’ bellissimo!

E’ straordinario che l’essere umano esca dal qualunquismo e scommetta di avere qualcosa da dire, per muovere i passi decisivi dell’evoluzione universale.

Non è questa la presunzione, bensì, al contrario, è questa la forza e la spontaneità dell’attitudine naturale dei bambini, con la loro curiosità, la loro imprudente voglia di esplorazione, la geniale freschezza del coraggio di avere delle idee.

Non vi sono note di malattia psichiatrica nel mio parlare (lo dico per venire incontro a coloro, che con l’animo indurito, non dovessero accorgersene), perché lo scenario nazionale, specchio di una situazione mondiale, è paragonabile ad un cimitero, che ha arrestato la naturale propensione al miglioramento dell’umanità.

Non è naturale che vi sia tanto dolore, tanto cinismo: tutto ciò è frutto di un incidente di percorso dell’evoluzione della vita sul Pianeta.

Vi prego di aiutarmi a capire se sbaglio a parlare in questo modo.

Non vi è ricchezza maggiore di quella che possiamo far vivere agli altri.

Però, dovremmo pensare tutti in questo modo!

E’ bellissimo scorgere un sorriso che ritorna negli occhi di un fratello, solo perché ci siamo interessati di lui.

E’ bello godere di un linguaggio comune, fatto di grande voglia di ascoltare, grande speranza di poter imparare una cosa nuova, gioia di capire che da soli non avremmo potuto farcela.

E’ questa la condizione eccelsa di condivisione del Pianeta Terra.

L’uomo ha sempre avuto, però, una tendenza molto triste ad allontanarsi dai profili più brillanti di comportamento, come se, in alcuni momenti, non sapesse dare più ascolto alla voce sublime che gli suggerisce la semplicità del bene.

Spesso, l’uomo ha sostituito sé stesso al senso della grandezza della vita, del mistero di Dio.

Il male, o l’assenza del bene, è sempre molto complesso, inutilmente difficile, sconveniente da attuare, pericoloso per una evoluzione di crescita e coerenza con gli alti scopi dell’esistenza.

E’ difficile comprendere come mai l’essere umano scelga sin troppo facilmente di vivere difficilmente.

La vita è sempre semplice, quando non ce la complichiamo con le nostre mani.

La vita che viviamo non è la vita, la vita è un processo, dove le difficoltà non dovrebbero essere create dall’uomo, con premeditazione e spietatezza.

Le pretese finanziarie incessanti da parte del Governo, per foraggiare gli interessi delle Banche, rappresentano il cancro dello Stato e generano soltanto una sofferenza interminabile.

Questo illecito è stato provato da molte fonti, ma persiste, con la cinica collaborazione dei politici, che, mentre godono di privilegi senza misura, continuano a ingannare il popolo, mantenendolo in una situazione disumana.

La prova principale della congruenza di ogni nostro comportamento è la minore differenza possibile fra il bene che vogliamo ai nostri cari e quello che siamo in grado di provare e garantire a tutti.

Il bene che possiamo procurare a tutti deve essere pari a quello scontato in famiglia.

Passavano gli  anni, e per me, medico, non è stato difficile frequentare  una palestra ove esercitarmi nella più nobile arte dell’amore: l’attenzione per gli altri.

Curare le persone è diventato tutt’uno con la diagnosi quotidiana del malfunzionamento dello Stato, che origina ogni forma di disfunzione sociale e individuale, sino a fare vivere male le persone che, a causa delle pressione fiscale e della burocrazia spietata e farraginosa, rifuggono in abusi di vario genere, per illudersi di essere felici, mentre, in realtà, creano malattia.

Per non parlare della distrazione scandalosa dello Stato sui temi di effettiva prevenzione primaria.

Basti dire che lo Stato vende le sigarette, apponendovi sopra terrifiche minacce di malattia, consentendo, implicitamente, in tale modo, ai consumatori, di acquistare e usare qualcosa che fa malissimo, mentre lo Stato dovrebbe assumere una posizione netta e contraria al tabagismo.

Insomma, pur di mungere soldi, in ogni modo, lo Stato si prostituisce e alimenta ogni meccanismo di sfruttamento delle tasche delle persone, che invece dovrebbero essere lasciate in pace a lavorare e godersi i frutti del proprio lavoro, giacché contribuiscono già con esso al bene pubblico.

*****

La vita è un ambito infinito di crescita per qualunque piantina che voglia far parlare di sé.

Le vite degli umani eccelsi sono come lampadine accese nella notte per guidare il cammino e condurre ai luoghi più belli.

Ogni essere umano ha sempre la possibilità di scegliere fra l’angelo e il demonio.

Uno dei miei modelli: Albert Schweitzer (Kaysersberg, 14 gennaio 1875 – Lambaréné, 4 settembre 1965) è stato un medico e filantropo, musicista e musicologo, filosofo, biblista, pastore e missionario luterano franco-tedesco, nato in Alsazia.

La vita di questo medico, un vero gigante dello spirito, è l’emblema del senso possibile della mia vita.

Spero di riuscire a fare un centesimo di quello che lui ha realizzato al Mondo.

Ma non basta.

Molti sono i modelli cui mi ispiro, non voglio nemmeno citarli, perché sarebbero molto numerosi, ma ne ricordo soltanto uno, il  mio idolo, Samuel Hàhnemann.

E’ ovvio che il modello numero uno è Lui, Gesù.

Attenzione a non commettere l’errore di considerarmi un fanatico. E’ difficile in taluni ambiti, potersi esprimere come mi sto esprimendo, perché si è additati come dei casi psichiatrici.

Con l’età, ho conquistato il più assoluto dominio della dimensione legittima del poter esprimere tale magia interiore che provo, senza  nessun timore di poter essere assalito negativamente.

Anzi, è molto bello constatare la potenza della mia semplicità con cui affermo che voglio somigliare ai grandi personaggi della storia dell’umanità.

Il problema è che non sono immune dal dover patire del controsenso del male.

Con gli anni, ho fatto confluire i miei interessi fra le storie delle persone, l’osservazione della vita di molte comunità, la conoscenza delle atmosfere più svariate.

Vi è una forte traumaticità nel dover riconoscere che vi è tanta cattiveria, tanta indifferenza, che queste modalità così assurde e controproducenti abitano maggiormente nel potere politico, nel potere in genere, ma soprattutto negli organi di governo, che sono veri e propri strumenti di tortura.

Quanto dolore inutile!

Negli ultimi anni, è stato inevitabile occuparmi delle persone che soffrono anche se non sono i miei pazienti, si tratta di persone di ogni genere e situazione, che mostrano l’inequivocabile segno della stanchezza, della disperazione, della solitudine, della più estrema incapacità di difendersi  da una serie di angherie, che hanno sempre, come denominatore comune, l’uso improprio del denaro come mezzo per sottomettere, senza  motivo, persone che potrebbero vivere felicemente.

L’aspetto atroce è  che le malefatte sono sempre protette e alimentate dal Governo.

Un Governo che scoraggia l’operatività, ponendo in grave difficoltà proprio chi lavora di più e spingendolo a non voler tentare di fare più nulla. Esattamente ciò che sta accadendo, sotto lo sguardo cinico di coloro che hanno come dovere istituzionale quello di essere come dei buoni padri di famiglia per la comunità.

Una struttura, basata sulle peggiori caratteristiche dell’essere umano, gestisce le sorti del quotidiano e sadicamente infierisce i suoi colpi.

Non  mi stancherò mai di ripetere che tutto ruota attorno all’uso sbagliato del denaro, che sostituisce in vario modo i veri valori della vita, in tutti i suoi aspetti, e dell’uomo.

Migliaia di incontri, in diversi anni, a sondare il destino di questa Italia, che avrebbe qualcosa di insostituibile al mondo, la grandezza dell’anima degli italiani, ridotti ormai in schiavitù, distrutti nella loro dignità, umiliati e presi in giro da una organizzazione che, come una piovra, paga lo stipendio ad una miriade di boia, insensibili, venduti, corrotti e collusi, e incapaci di ritornare all’autentica visione della vita.

Queste persone sono amalgamate nel sistema sociale, diluite e spersonalizzate, pure entità che si adoperano solo per un piano di sterminio di massa e che non capiscono in nessun modo che non basta pensare solo alla propria famiglia.

Ho viaggiato tanto, nel Mondo, ma voglio parlare, adesso, dell’Italia, di questa terra benedetta, che molti vogliono rendere una terra stuprata e umiliata.

Il livello di assurdità delle condizioni generali di degrado della vita, delle ingiustizie perpetrate a danno del popolo, proprio dalle istituzioni, ha raggiunto l’inverosimile.

Per me è dolorosissimo andare in giro e dover obiettivare l’assurdità della situazione, che ha radici lontane, ma che si sta esprimendo nel più grave dei modi, adesso, in Italia.

E’ difficile frenare la rabbia, che si prova, ascoltando i nostri politici, i banchieri, le forze dell’ordine, i giornalisti, che ritengo, nel loro complesso, la tetrade della maledizione, in quanto hanno tradito il loro dovere sociale, per il solo tornaconto personale.

Non lo dico io, sto solo estraendo il sunto della situazione evidente in ogni dove.

Siamo giunti al momento in cui è inaudito rimanere a guardare, tollerando.

Non si può più tollerare!

Troppo grave.

Ma ancora più grave è che persino chi si ribella, non ha la forza e le capacità di analizzare con lucidità quali siano i problemi che vanno rimossi, con un colpo di spugna.

Le persone sono ormai stremate e non riescono, pur avendone l’idea e il diritto, ad essere rapidamente efficaci nell’autodifesa.

Ve ne è tanti di problemi, ammantati spesso di atroce e normale istituzionalità.

Non voglio rimanere in silenzio, non voglio passare dalla parte del torto.

Chi proprio non vuole capirlo, continui ad esercitare il suo ruolo di torturatore.

Io non voglio essere complice!

Non voglio calmarmi, e divento pericoloso, nei momenti in cui sono così lucido, che potrei anche fare qualunque cosa per aggiustare questa porcheria che chiamiamo società.

E’ un luridume, non voglio negarlo più, non voglio essere ancora diplomatico.

Sono stanco, sono determinato.

Non resta che la reazione individuale, che ognuno di noi è in grado di porre in essere.

L’unica speranza di non rimanere schiacciati dalla mia eventuale reazione individuale, di tipo nucleare, è quella di non venire a rompermi i coglioni nel mio raggio di azione, inviolabile,  sacro, la mia vita, la mia dignità di essere umano, i miei diritti.

Questo potrebbe essere un rischio, ma non lo corro soltanto io, lo corriamo tutti, e il numero di persone pronte a reagire con decisione è crescente in modo esponenziale.

Quindi attenzione.

I tempi sono cambiati, sta per finire l’epoca in cui gli educati, le persone per bene, i miti, i giusti, dovrebbero continuare a subire.

Questa è una franca dichiarazione, che, non solo a nome mio, si è attestata nella coscienza collettiva.

Torno a dire che i responsabili di sì tanto dolore faranno una brutta fine.

I punti fermi da rimuovere con assoluta e inderogabile decisione sono proprio quelli che il sistema consolidato non pone nemmeno nella più larvata discussione: la continua estorsione di denaro alle persone, con ogni sistema.

Il denaro non esiste, i più svegli e i più colti lo sanno molto bene.

Il denaro dovrebbe essere un mezzo per riconoscere la capacità di lavoro delle persone, mentre è usato come mezzo di tortura, per privare della libertà di vivere le persone.

La smettano i cretini di turno di alimentare con il proprio perbenismo del cavolo un sistema che deve essere ribaltato definitivamente.

Sarà una pagina di Storia che brillerà nelle migliaia di anni.

La vita si difende, trova la soluzione, proprio, quando si è prossimi al baratro. Ci siamo, ormai!

E’ inutile attaccare Donald Trump, perché questo uomo è stato mandato dal cielo per fare giustizia, dopo anni e anni di merda che intasa di ipocrisia, mediocrità e problemi di ogni genere le giornate di tutti.

L’Italia subirà uno scossone, grazie alla svolta americana, che farà tremare e disperderà i prepotenti nel pensiero del loro cuore.

La vergogna che i politici ancora non provano, per la loro indolenza, per la propria ritrosia ad ammettere che il sistema dei partiti è il fiore della corruzione e che non può produrre nulla di buono per nessuno, sta per stendersi a tappeto su qualunque struttura di governo e sui mille rivoli da essa alimentati.

Sarà come l’eruzione di Pompei, nessuno avrà scampo.

Non voglio ripetermi in ovvietà, ma solo alcuni esempi: con la scusa che mancano i soldi, stiamo lasciando morire i  nostri connazionali nelle aree terremotate, lasciamo inutilizzati i numerosi mezzi, quasi mai usati, costati milioni di euro, pronti a sostenere il lavoro dei nobilissimi vigili del fuoco e degli altri operatori, che persino in tali circostanze,  vengono inibiti nell’azione, messi in difficoltà, minacciati persino dalla malavita, che prospera come germi maledetti, grazie all’inefficienza malsana, premeditata, satanica, del controllo del Governo, che ormai non ha paura nemmeno dei giudizi lucidi sul loro operato orribile.

Subiamo la più ineffabile repressione, in tanti ambiti, ma non li annovero, perché questo non è il momento di farlo.

Vi è un elenco di soluzioni, la cui lista è nelle mie mani, insieme a molte persone responsabili con cui interagisco.

I partiti devono, una volta per tutte, capire, che hanno avuto ogni possibilità per dimostrare al popolo di riuscire a governare. I tempi sono scaduti, definitivamente.

Saranno travolti dallo Tsunami che si sono meritati.

Sono tempi oscuri, perché è ormai chiaro che anche gli ambiti che dovrebbero proteggere il pensiero lucido della comunità, contribuiscono invece ad annichilire la coscienza.

I diversi  movimenti sparsi in tutta Italia non riescono ad organizzare il capovolgimento di Roma, le riunioni sono gravate da dolorose e illegittime assenza di larghe fette di popolazione, CHE PUR SONO PRONTE AD AGIRE INESORABILMENTE.

E’ solo questione di poco altro tempo!

Il problema è che le forze, sempre più aggregate in astratto, stentano ad aggregarsi nei fatti, ma ciò è normale, come quando le nubi, prima della tempesta, girano un poco a vuoto. Poi arriva l’Inferno!

*****

Per fare arrivare milioni di italiani a Roma, a tirare fuori quei ladri dal loro putrido covo, e quindi porre i nuovi eletti del terzo millennio, propongo il PELLEGRINAGGIO DELLA LIBERTA’.

Stabiliamo un calendario di partenze, tramite Facebook, grazie al quale coordinare il proprio viaggio verso Roma, dalle proprie dimore, incamminandosi assieme a chi proviene da più a Sud o da più a Nord, per raggiungere nello stesso momento il cuore di Roma, sotto gli occhi di tutti, senza commettere un reato, senza creare caos, convergendo naturalmente, per dare prova delle proprie intenzioni risolutorie.

Ognuno si porrà in viaggio dalla propria sede, in ogni zona di Italia, a piedi, con lo zaino e  la tenda, e come pellegrini, in un viaggio sacro, si muoverà, portandosi dietro la miriade di persone che troveranno, nel pellegrinaggio, la forza che non hanno adesso di coordinare le proprie azioni per recarsi a Roma, contemporanemente.

L’imponenza sociale dell’evento diffuso, renderà intoccabile il fenomeno, sarà come una raggiera di milioni di fiumi che dalla periferia si muoveranno in pace verso Roma e occuperanno ogni area, a partire da Piazza San Pietro.

Nessuno potrà fermare questo processo,  nessuno avrà il coraggio, perché altrimenti aggraverà la situazione attuale e promuoverà il realizzarsi di fatti inauditi.

Persino la comunicazione esplicita di tale intenzione non è arrestabile, per nessun motivo, per gli stessi motivi di cui sopra.

Il Papa non potrà più girarsi dall’altra parte o indugiare in mosse anonime e inconcludenti.

I cattolici dovranno uscire di casa, pena la dannazione eterna.

Le persone pronte si assumeranno la propria responsabilità.

Sto sognando, forse?

Ebbene aiutatemi a tornare nella realtà, che non è quella attuale di cui ci siamo troppo convinti!

 

1 COMMENTO

  1. Il campo della Coscienza è l’unico sul quale vale la pena di ingaggiare un conflitto.
    Tuttavia lo abbiamo pur sempre capito dopo di loro, per cui sempre giocano con del vantaggio,
    e creano le emergenze a tavolino.
    Poi la prassi, che deriva da quella Coscienza, va mantenuta e fatta Consuetudine.
    Il diritto internazionale sui Diritti Umani è l’unico appiglio per maturare ed esercitare uno status
    degno della “persona umana”, altrimenti non esiste altra legittimazione per una mobilitazione comune,
    eticamente unitaria.

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