22 febbraio Rivoluzione

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22 febbraio Rivoluzione

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Cliccando 22 febbraio rivoluzione su Google, ho trovato sulla prima riga in alto, questo video: capisco che si tratta di una cosa seria.

Cresce la mia stima per Daniele Dragone, che sta esercitando soltanto il diritto che ognuno di noi è chiamato ad esercitare come un dovere, quando l’aria è irrespirabile, come in Italia, e tutti lo sanno.

Ritengo che quando un diritto arriva a diventare un dovere, siamo di fronte alla forma più pura di democrazia.

Stiamo parlando non di una persona, non di poche persone, della moltitudine degli italiani, stiamo parlando di ciò che la Magistratura dovrebbe porre al centro della propria attività, la sicurezza della vita e il ripristino della legalità che in Italia è completamente persa. Ma la Magistratura si esime anche dal prestare attenzione alle numerose denunce presentate da varie eminenze, che esaminano la drammatica situazione del signoraggio bancario e delle varie irregolarità responsabili del disastro della vita degli italiani.

Stiamo parlando del centro dell’azione nobilissima delle forze dell’Ordine, che hanno ormai capito di essere rispettate dalla popolazione più che dai Capi.

Parliamo di quella gioia che nessuno deve toglierci, quando un bimbo viene alla vita su questo Pianeta.

Voglio dire la mia.

Quando si parla tanto di rivoluzione, significa soltanto che il Paese è in difficoltà, una difficoltà artificiale, voluta a costruita da pochi a danno di molti.

Altrimenti, perché le persone dovrebbero affannarsi tanto con argomenti così impegnativi, scomodi e persino pericolosi?

Significa che la situazione normale è già così pericolosa che non vale la pena rimanere in sicurezza.

Quale sicurezza?

Abbiamo accumulato una serie infinita di disfunzioni, permesse e volute dai nostri governanti, cinici, irragionevoli, sordi e ciechi, a qualunque evidenza, che tantissime persone, da anni e anni, con fiducia, hanno portato sul tavolo della discussione, senza ottenere nessun ripensamento che sia rispettoso della vita delle persone.

Avallare il comportamento a danno delle persone significa diventare complici di un sistema perverso, contro il quale si ha il dovere di intervenire. Le persone lo hanno capito.

Niente cambia mai, nell’avanzata terribile del potere costrittivo, basato solo sulla psichiatria finanziaria, sulla fissazione maledetta che il denaro sia il centro della vita sociale, mentre il centro è l’uomo, la vita stessa, il diritto alla vita e alla spensieratezza.

Una cosa molto seria da dire è che nessuno vince, in un clima rivoluzionario, nessuno può vantarsi di dire che è riuscito ad ottenere qualcosa, sino al momento in cui tutti gli animi non si siano placati.

Per placare gli animi serve la legalità, quella vera, quella del diritto naturale.

La vittoria è la Pace, la Giustizia, la Libertà, la Gioia di vivere!

La rivoluzione è come il terremoto che non si può fermare, sinché non si crea un nuovo equilibrio che dia motivo alle persone di vivere e di sentirsi garantite in questo sacro diritto inalienabile!

Attenzione quindi, perché la coscienza collettiva produce segni crescenti e inarrestabili di maturità  e di congruenza dell’inderogabile agire.

Le Istituzioni servono a garantire l’ordine e la legalità. Si occupino di questo e la smettano di asservirsi alla criminalità.  Altrimenti interviene il Popolo.

Le opposizioni, sia dalla parte delle Istituzioni che da parte degli scettici, nascosti nell’angolo a guardare, senza esporsi, sono soltanto sempre più inappropriate, come lo sono le citazioni personali a fatti personali di altri individui, quando è invece indispensabile indicare solo le azioni utili ed esemplari che qualunque persona abbia posto in essere a vantaggio della Comunità e per quel senso di continuità che è l’unica dimensione utile alla vita, di cui parlo da anni in tutte le “salse”.

Altrimenti continuiamo con le sterili paludi dei Partiti, che a nulla hanno condotto in termini di qualità della vita per il POPOLO.

Questa è la mia dichiarazione di cittadino responsabile, al servizio della Comunità, con amore, onestà intellettuale e con una infinita disponibilità ad ogni collaborazione, nel perseguire il riscatto della Vita, in tutti i suoi aspetti.

Quando si è cresciuti, minimo al punto giusto, si smette di pensare che la propria storia sia la più importante  e si inizia a rimboccarsi le maniche per la storia di tutti.

Chi è animato dagli stessi valori “batta un colpo”.

La perseguibilità di un rivoluzionario italiano, oggi, non è meno assurda della imperseguibilità degli stranieri, intoccabili, che hanno intaccato profondamente qualunque logica nazionale di identità legata alla base dell’organizzazione sociale di uno Stato, ancora una volta, tanto per cambiare, con la collusione dei governanti, inetti ad amministrare la sicurezza della gente.

Anche le Forze dell’Ordine lo hanno capito, nel momento in cui sono perseguite gravemente nell’esercizio della propria funzione tesa al controllo della criminalità emergente degli extracomunitari, senza nessuna regola, a scapito degli italiani ignorati e cinicamente abbandonati ad un destino atroce.

La mia posizione individuale non è per niente individuale, in quanto rappresenta il consenso di una vasta fetta di popolazione, attraverso incontri di più anni in varie circostanze nazionali, in cui ho raccolto il testimone e non posso esimermi dalla responsabilità che mi viene conferita da tale diffusa e importante adesione ai valori sociali più imponenti.

Il Comitato Nazionale di Liberazione, di cui mi onoro di far parte,  ha raccolto una enorme rete di relazioni, con ogni Gruppo similmente intercalato nel tessuto sociale, al fine di proteggere il benessere della Comunità italiana e far cessar ogni sopruso e ogni illegalità perpetrata da un Governo illegittimo a danno delle generazioni presenti e future.

Sono stati individuati ben cinquantasette punti strategici per la correzione immediata dei misfatti italiani, frutto di una lunga disamina, che ha dato voce agli italiani più competenti e responsabili, pronti a soppiantare gli abusivi, che attualmente imperversano.

L’Italia non finisce nelle mani di persone senza controllo, ma assurge ad una riedizione costituzionale del Governo Nazionale, dando voce al Popolo e spazio alle sue volontà più corrispondenti allo spirito della Costituzione, così violata e tradita.

Lo stesso Comitato ha raggiunto ufficialmente il Presidente della Repubblica, Mattarella, inviando a Lui documenti “storici” ripetuti, in cui si evidenziava la Sua enorme responsabilità nel continuare ad ignorare la pericolosa situazione di malcontento sociale diffuso, con i rischi più volte paventati di una evoluzione anche verso un conflitto civile,  e si illuminava la possibilità che Egli regolarizzasse la situazione con lo scioglimento delle Camere (come discendente da Sentenza di Corte Costituzionale), anziché continuare ad assumersi la responsabilità di avallare una irregolarità che non può essere oltre sostenuta e che ha esposto l’Italia anche al beffeggiamento ad oltranza da parte dei Paesi esteri.

Un Governo provvisorio popolare legittimo è la soluzione al Governo illegittimo attuale, in attesa di nuove elezioni per il conferimento dei ruoli necessari ad amministrare la Nazione con il buon senso del “padre di famiglia”

Dott. Salvatore Rainò

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